SFIDE PERICOLOSE

Passata e’ la tempesta odo augelli far festa.
Sautè era in preda ad uno dei suoi incubi più feroci, la sera prima aveva appena terminato la registrazione della trasmissione fornelli calienti , l’ennesimo format che andava in onda ad ore impossibili della notte, dove cuochi sull’orlo di una crisi di nervi si sfidavano cucinando in modi impossibili.
Neanche un tuono che sconquassò l’intero quartiere riuscì a svegliarlo, era completamente sudato e si girava nel letto coi tempi esatti coi quali girava i suoi arrosti, lui ci sapeva fare ai fornelli, ma al giorno d’oggi non bastava più essere un bravo cuoco.
Nonostante lui detestasse tutte quelle trasmissioni che avevano legittimato qualsiasi pivello a sentirsi uno chef pluristellato, fu costretto anche lui a gettarsi nell’arena, ma questa volta portare ricette, bensì un nuovo metodo sconvolgente per cucinare, per realizzare il suo progetto si allenava così tanto che la sera collassava direttamente in branda .
Era riuscito ad arrivare in finale in un percorso che lo aveva visto facilmente vincitore nelle fasi preliminari, aveva battuto un concorrente che cucinava in preda al LSD, un mach esilarante durato pochissimo, dopo ne aveva superato un altro che si cimentava a confezionare cibi in assenza di gravità,finito poi nel suo impasto a centrifugare per ore, poi nella semifinale aveva trionfato anche col candidato numero uno per la vittoria finale, uno chef dalmata che sfornava meraviglie culinarie completamente al buio ma che ha avuto la sfortuna di inciampare nella macchina sottovuoto ed infine finire insacchettato per bene..
Ora però doveva alzare l’asticella perché per lo scontro finale doveva vedersela col famosissimo chef giapponese Son tut en tai , uno che riusciva ad affettare al volo animali e renderli sushi e sashimi ad una velocità incredibile, aveva riscosso un successo fortissimo nel pubblico, sautè doveva superare se stesso, avrebbe ottenuto quell’agoniata cottura diel roast beaf senza ausilio di forni convenzionali, solo con l’energia sprigionata dalle sue leve pedalando sino allo sfinimento.                                                                                                        Quella mattina si svegliò consapevole di aver dormito malissimo, l’incubo del suo avversario che trafiggeva tutto e tutti compreso lui lo aveva atterrito, fece colazione cona una red bull calda e una ventina di banane poi si diresse agli studi televisivi.  Il forno che si era fatto costruire era azionato tramite una enorme bobina che si surriscaldava attraverso un complicato marchingegno azionato da una semplice ma devastante pedalata, Sautè sarebbe stato il motore umano, ma dentro di lui sapeva che per arrivare alla cottura di quel roast beaf ci sarebbero voluti almeno dieci persone che pedalavano simultaneamente.        Fu sorpreso e sollevato quando davanti alla sede televisiva vide lo chef giapponese circondato da una cinquantina di animalisti che avevano tutta l’intenzione di affettarlo, tirò dritto e si diresse al secondo piano dove il conduttore della trasmissione si trovava in una posizione innaturale, lardellato e aromatizzato al punto giusto, sotto gli occhi privi di pietà di tutti gli altri concorrenti eliminati nella serie precedente, Sautè annuì e tornò sui suoi passi rinunciando alla cottura che lo avrebbe incoronato “Chef impossibile 2019″, smontò la macchina e pedalò con parte di essa verso casa, il tour lo avrebbe riaccolto.

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VERECUNDIAM GLADIATORES

La plebe osservava ogni movimento dei muscoli facciali sul volto assolutamente imperturbabile di Tarcisius,sull’altra gradinata a pochi metri di distanza Octavio anch’esso scrutava ogni minimo movimento del suo compare, ma non voleva farsi notare e agitava uno stendardo con l’effige di una corona e un laghetto turchese di montagna con un isoletta, tutti i gladiatori compreso il suo attendevano la sentenza di Tarcisius in silenzio.
Mirkus, chiamato anche il mago,era uno dei gladiatori più irriducibili, ma le ultime battaglie lo avevano reso un po’ più vulnerabile, si teneva la mano premuta sulle costole, ma allo stesso tempo lanciava occhiatacce di sfida in direzione delle tribune, Octavio alzò un calice di vino e invitò a fare lo stesso ai suoi convinto della vittoria del suo gladiatore, il possente Danielis un macedone nerboruto che aveva riportato il trofeo più ambito sulle terre conquistate da Octavio.
La tribù dei Ciuccias, proveniente anch’essa da terre lontane era momentaneamente alleata ad altri gruppi tribali per sottrarre l’ambito trofeo che gli avrebbe garantito prosperità nel commercio di strane bighe,ma la tregua sarebbe durata poco, lo sapevano ed erano pronti a scattare al primo avviso di tradimento, già in passato avevano tentato di isolare gladiatori come walter ombrosus, loro antico rivale, ma quelli della antiquis glorias li avevano ricacciati nelle terre shimano, non aspettavano altro che potersi vendicare di costoro, ma prima bisognava portare a termine la missione.
A un certo punto una delle guerriere più ardite, Jesca saltò in corsa sopra una cavallo bardato di speroni e si lanciò urlando verso un gruppo alleato munito di cerbottane da caccia, venne però placcata dai gallias che la riportarono alla ragione, l’attesa spasmodica non tutti la reggevano, Tarcisius doveva sbrigarsi, anche Henricus lo sapeva e anche se sapeva che il suo fido contabile stava facendo il suo lavoro, temeva un massacro anticipato nell’arena senza che ci fosse un verdetto.
A differenza dei mortali combattimenti che si tenevano al colosseo, quelli non si concludevano solo con la morte o la grazia, niente pollici alzati o abbassati, qui il sommo giudice del combattimento mostrava solo tre colori, giallo rosso e verde, per qualcuno a dir la verità uno di questi colori poteva davvero significare la fine, specie tra gli alleati, che sicuramente avrebbero addossato il fallimento agli altri gruppi tribali.
Tarcisius sebbene in passato aveva assoggettato molte tribù, era rispettato da tutti, anche dal suo eterno rivale Octavio, ma ora le lro sorti erano divise ancor di più, la conquista del trofeo dei Tennus terram minava anche il suo regno, avrebbe potuto falsare il risultato dei combattimenti se avesse voluto e neanche il più acuto osservatore lo avrebbe stanato, nonostante ciò l’onestà intellettuale che lo distingueva risultava sempre credibile, Henricus poi non lo pressava più di tanto visto che era impegnato a sbafarsi ogni ben di Dio con il malloppo alimentare offerto dalle altre tribù alleate.
Danielis, apparentemente illeso dall’ultimo combattimento con Mirkus e altri due Ciuccias, non abbassava lo sguardo anche quando un lancio di ortaggi lo colpì sulla fronte, Silvius usava sempre questa tattica per intimorire i suoi avversari, la plebe sulle gradinate ruppe il silenzio e cominciò a ululare nervosamente, fu a quel punto che Tarcisius alzò di circa un millimetro il sopaciglio destro, fu di nuovo il panico, qualcuno dei Gallias, quello alto due metri, svenne tradito dall’emozione.
Dalla tunica di Tarcisius spuntò il cartellino giallo all’indirizzo del gladiatore Danielis e quello rosso per gli alleati, la folla emise un boato che fece tremare l’arena e Octavio fece un altro brindisi all’indirizzo di Tarcisius ed Henricus, era certo della vittoria, per vincere bisognava misurare l’entità delle ferite e rotture dei contendenti sul campo di battaglia, il colore rosso mostrato agli alleati avrebbe modificato positivamente solo in parte l’evidente disfatta dei loro gladiatori pestati duramente da Danielis e i suoi, mentre il giallo ribadiva quei pochi graffi che aveva riportato quest’ultimo.
Mirkus non potè certo nascondere le ferite riportate alle gambe, alle braccia nonchè le costole già spezzettate e pronte da cuocere, Walter l’ombrosus oltre che seriamente ammaccato aveva perso la memoria e continuava a domandare dove si trovasse, i due rimasti dei Ciuccias erano piegati in tre parti e si sorregevano ai superstiti delle altre tribù, anch’essi conciati male.
A molti però non era sfuggito che Danielis non si era mai voltato ed era appoggiato alla maestosa biga Tenniesis, ora era arrivato il suo turno, doveva spogliarsi dell’armatura e mostrare il tutto, sembrava ormai una formalità visti i graffietti sul nasone ma non fu così.
Quando fu invitato a girarsi si scoprì la gravità e il disonore di quel marchio a fuoco inflittogli, la natica sinistra riportava la scritta SUBSTANTIA, mentre la destra ancora friggeva con la scritta VENTRIS, chiaro simbolo a cui la setta di Tarcisius faceva capo.
Octavio sputò il vino che stava sorseggiando e innaffiò inavvertitamente il il suo guerriero vichingo Karlok, la giuria non potè che dare la vittoria agli alleati che comunque non trovarono mai pace tra di loro nel corso degli anni a venire, mentre al mistero del marchio, beh, ancora adesso a distanza di secoli mai fu ritrovata una pergamena che spiegò chi fu l’artefice di quell’atto, qualcuno dice che Henricus al tempo avrebbe offerto 300 barili di birra al gladiatore macedone in cambio di una sconfitta a tavolino, ma questa è accademia…

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GIALLO, ROSSO E VERDE

Rappresentano i colori del semaforo, si’ anche, ma nel caso nostro questi tre colori rappresenteranno speranze, gioie, o anche dolori per il raggiungimento dell’obbiettivo finale, ovvero l’ambito trono del re del Tour de pance.

Le varie prove che vi andremo a svelare si misureranno a tempo come nella scorsa edizione e la classifica generale di conseguenza sarà stilata via via sommando i tempi d’arrivo di ogni tappa’ non ci sarà nessuna time card, ma al termine di ogni prova i primi dieci classificati pescheranno i famigerati tre colori con vantaggi e svantaggi in termini di tempo che di seguito vi quantificheremo, mentre il resto della ciurma pescherà i tre colori ma solo a vantaggio.

Andiamo quindi a vedere cosa rappresentano i tre colori menzionati: il giallo sarà uguale a zero e quindi chi troverà questo colore rimarrà col suo tempo fatto registrare all’arrivo della tappa in questione, se troverà il colore rosso incapperà in una penalità o un vantaggio di media entità (nel caso di quelli che si piazzeranno dal undicesimo posto in poi) di alcuni minuti che a breve vi diremo su questi schermi, se invece pescherà il verde (vale lo stesso discorso del rosso per i primi dieci), allora l’entità del tempo sarà consistente perchè il concorrente si vedrà levare diversi minuti sul suo tempo d’arrivo , per i primi dieci il rischio sarà però quello di beccarselo anche a svantaggio. Naturalmente in base alla lunghezza di ogni prova studieremo quenti minuti o levare o assegnare, i big rischieranno penalità ma avranno anche loro la possibilità di andare in positivo, una formula che anche senza card in teoria dovrebbe poter dare la possibilità a tutti di poter restare in partita sino alla fine, un pizzico di fondoschiena sarà però indispensabile, buona fortuna cinghiali…..

1) CRONO PROLOGO DI LINFANO 13/04 0re 15 Come nel 2014 la prova individuale contro il tempo si affronterà sul tracciato che partirà da Linfano e arriverà alle fabbriche del sarca, un apnea che se la fortuna aiuterà, vedrà gli sfidanti aiutati dall’ora che soffierà da sud, caso contrario ci sarà da spingere…

2) DUATHLON DI PRATOSAIANO 11/05 ore 15 Inedita prova nei dintorni di Pratosaiano da affrontare in sella a un mtb e di corsa su un circuito che vi sveleremo di seguito, un altra buona occasione per fuorisoglia imbarazzanti, ma dopo grande festa !

3) DUELLO ALL’ALBA 25/05 ore 6 Consueta levataccia alle prime luci del giorno per l’appassionante e dinamica sfida sullo stesso tracciato dell’anno scorso da Fies sulla ciclabile sino al lago di cavedine e arrivo in cima alle Marocche.

4)  LA CLASSICA DI TENNO 29/06 ore 15 Rimane intoccabile la super classica del TDP che da sempre misura le reali condizioni dei concorrenti in vista poi di salite più impegnative, qui nessuno può più nascondersi..

5)  IL TEMPO DELLE BIGLIE 10/07 ore 19 Il tappone virtuale che da molti anni tiene banco per spezzare le vere fatiche in bicicletta, non mancherà anche stavolta di appassionare i vari personaggi, intenti a far rotolare la prorpia biglia davanti agli altri tra gli sfottò sulla sabbia del campo di volley, quella sera si tornerà ( o si è sempre rimasti) bambini…

6)  LE LUCCIOLE DELLA PONALE 24/07 ore21 Dopo due anni di assenza non poteva mancare la tappa regina delle estati più sfolgoranti del tour, questa volta la gara sarà solo esclusivamente a chi sfoggierà la miglior scenografia (massimo tre persone a gruppo), una speciale giuria all’arrivo di Pregasina voterà tutti gli arrivati, i ragionieri poi li tradurranno in tempi virtuali d’arrivo per la classifica generale, quindi cominciate a pensare qualcosa di speciale per l’occasione…

7)  ASSALTO AL FORTE TOMBIO 11/09 ore 18 e 30 Inedita quanto dura prova che specie nei due km finali raggiungerà pendenze da capogiro, si partirà dalla galleria della val di ledro per poi salire su strada sino a Pranzo, dopo si piegherà per la forestale che porta alla galleria dei Campi, di nuovo su strada fino al bivio del monte Tombio, da lì il finale da brividi ( pendenze a tratti superiori al 20%) che porta alla sommità posta a 850 mt. Cima Coppi degna del TDP, mtb indispensabile..

8)  CACCIA AL TESORO 28/09 ore 15 Nell’ultima edizione è stata determinante e ricca di colpi di scena, anche per questo finale la formula sarà la stessa, magari da affrontare in coppia ( da decidere ), sparsi quà e là per la busa per trovare indizi che porteranno in trionfo il nuovo re del TDP

Numeri e date da definire

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” TELEFONA QUANDO ARRIVI..”

Non è passato poi così tanto quando ancora bisognava trovare un bar o una cabina per dire che si era arrivati a destinazione, eppure il passaggio seppur breve racchiude in se il cambiamento di un epoca, ora distanza e tempo sono relativi dettagli, ma sarà così anche per i cinghiali ?  Il tempo e la distanza di fronte all’esistenza del cosmo sono una cosa, ma per la giornata di un cinghiale tipo invece sono problemi grossi da risolvere ogni fottuto giorno, gli rimane troppo poco tempo per giocherellare coi dispositivi, è gia fortunato se arriva in tempo dalla cinghiala a casa che lo aspetta minacciosa, ma per la verità a noi piace vedere il cinghiale diverso, quello che attraverso la bicicletta ha sperimentato altre vie….

Il TDP di quest’anno cambia pelle ai cinghiali ma difficilmente gli leverà le sue abitudini, troverà ancora una volta il modo per sopravvivere, dovrà solo stare un po’ di più al passo coi tempi….   Il tempo e non i punti caratterizzeranno i numeri di questa edizione, le classifiche si baseranno col sommare dei distacchi proprio come nei grandi giri, ma al tour de pance non può naturalmente bastare così e allora….  La famigerata “sòccial’card” cambierà veste anche lei nella più consona ” sòccia’l time card “, la quale rappresenterà un bottino totale dai 30 minuti in su a seconda dei piazzamenti nel dopo Tenno che ogni concorrente potrà utilizzare nell’arco del tour, dosando a prorpio piacimento la carta, a seconda della prova che gli interessa di più o scalando il tempo in più tappe il tempo dei  minuti che avrà sulla propria carta.  La time card sarà consegnata personalmente alle persone che si classificheranno dal 11° posto in poi nella prima tappa di Tenno,  potrà poi essere utilizzata in una tappa successiva prima di una gara dichiarando sulla card il tempo che si vuole scalare e consegnando autonomamente la card a un ragioniere.   Durante la cena inaugurale che molto probabilmente si terrà alla speck stube di Malcesine in marzo, verranno spiegate come cosuetudine le  istruzioni per l’uso e installazione guidata dell’applicazione gratuita di STRAVA necessaria per una tappa in particolare sui dispositivi dei partecipanti, presentazione della time-card.

” TELEFONA QUANDO ARRIVI ! “


1)  ” LA CLASSICA DI TENNO “ Qui la classifica sarà stilata con i tempi di arrivo di ogni concorrente e poi verrà consegnata la time card alle persone che si classificheranno dal 11° posto in poi da utilizzare nelle tappe a venire.

2)  ” LAGHEL RING “ Giro di laghel  in un sabato pomeriggio con partenza di fronte ai cinesi-laghel-strada a sinistra-giro di laghel ed arrivo alla chiesa di laghel ipotesi ristoro al castello di Arco. Ok time card

3)  ” DUELLO ALL’ALBA “ In località gaggiolo in anello da definire, probabile salita da dro via fies e ritorno per il lago di cavedine via marocche. Ok time card

4)  ” DUATHLON TELEFONATO “ Staffetta bici-sky race in una tappa inedita in coppia in base alla classifica provvisoria NO time card.
Partenza circa cascata del varone uno in bici via cologna e uno di corsa da gola. Lo scambio della staffetta sarà determinato da un giudice alla croce che autorizzerà la telefonata al compagno.

5)  ” GRASSI SATURI “ La cima “coppi” ritorna a malga grassi in tappa serale con probabile cena al rifugio, Ok time card.

6)  ” I CINGHIALI DELLA PONALE “ Come cenerentola, anche i cinghiali hanno perduto le sembianze di principesse nelle vesti di lucciole, e ritornano a sfidarsi la notte come una volta a zannate, poi tutti amici a Pregasina.  Ok time card

7)  ” CACCIA AL SEGMENTO “ Luogo da definire per la sfida inedita, che vedrà il cinghiale munito di telefono affrontare un percorso condito di segmenti più o meno brevi già definiti su strava, solamente che nessuno saprà sino a fine corsa quale sarà il segmento che gli verrà assegnato, ognuno saprà prima i segmenti che ci saranno sul percorso, poi potrà decidere dove tirare di più.  Affascinante prova ma di difficile interpretazione, niente time card qui, improvvisazione unita alla forza se si vuole tirare dall’inizio alla fine, ma non è necessario se si avrà fortuna di imbroccare il segmento giusto senza faticare sugli altri.

8)  “  CACCIA AL TESORO “ Gran finale divertente con l’ormai classica prova a squadre per le strade della busa, al termine di essa tre bonus in minuti forse cambieranno le sorti finali tra i primi in classifica.

Date, orari e altre piccole modifiche da definire.


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PENSIERI E PAROLE IN ATTESA DEI NUMERI

Volevo ringraziare tutti per la partecipazione dell’ultima prova, sinceramente forse la più difficile da affrontare, la tristezza nel cuore per la scomparsa del nostro grande amico valentino mi ha frenato non poco, ma nello stesso tempo come anche Tarcisio ha ribadito, lui avrebbe voluto così, quindi voglio dirvi che se avete provato anche voi quello che ho sentito io, allora lui era lì ancora con noi, con le nostre dmenzialità, demenze senili, o sindromi da Peter pan che siano, ma ancora con la voglia di onorare la pura voglia di divertirsi e magari prendersi poco sul serio, ovvero l’essenza del TDP.    Detto questo amici, i risultati li avrete a breve, possiamo dire che sia “Walter l’ombroso” che la “Levera” sono rispettivamente il nuovo re e regina del tour 2017, hanno però dovuto sudare sino all’ultimo, il quiz ha scatenato il duello finale ed è stato avvincente, per questo bisogna davvero farvi i complimenti perchè alcune domande erano davvero difficili, segno che avete studiato la storia del TDP, non come quel lazzarone del patròn… :-)   A parte gli scherzi, con calma ultimeremo la storia del TDP, un tesoro di informazioni, aneddoti che sono già leggenda della nostra piccola grande favola, a presto amici.

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“Avvoltoi sopra padaro”: la storia del TDP

La tappa degli “Avvoltoi sopra Padaro” nacque nel lontano 2000, ovvero nella prima edizione del TDP e fu subito un massacro, a parte un paio di personaggi già avvezzi alle prove dure, gli altri forse ignari di quello che gli aspettava, si sfiancaro subito sul muro di padaro per poi arrancare pietosamente nelle rampe successive. Già l’anno dopo i vari cinghiali migliorarono vistosamente la loro condotta di salita e solo pochi rimasero preda degli avvoltoi, nel 2005 solo uno finì tra le loro fauci, arrivò a buio inoltrato e gli fu data l’ultima pastina avanzata della festa.  Ne seguirono altre due volte con ormai concorrenti sempre più agguerriti, ma si decise di far partire prima i meno veloci dopo la protesta sindacale in seno ai cinghiali, il primo segnale di pallida democrazia dopo anni in cui il cinghiale più lento veniva offerto come sacrificio al dio dei crampi, ma le fatiche non cambiarono, rimase sempre la tappa incubo, gli avvoltoi sono sempre lì, e il primo che barcolla non sarà mai solo…   Detto questo amici, la “cima Coppi” di s.Giovanni rimarrà sempre come la tappa regina di montagna del Tour de pance e tutti a distanza di anni onorano la prova sempre al massimo delle proprie possibilità, che siano solo 50 minuti dei primi che le quasi due ore degli ultimi, una sfida principalmente con se stessi, o col rivale di birra, sofferenza sì ma sopratutto l’avventura di una delle più belle salite che abbiamo dalle nostre parti, su forza quindi, dopo sarà solo discesa… :-)

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“IL TEMPO DELLE BIGLIE”

Che il Tour de pance non sia solo bicicletta l’avete capito da un pezzo ormai, sarebbe davvero riduttivo etichettarci come ciclisti, anche perchè forse non reggeremmo il confronto con altri ben più determinati soggetti in circolazione, ma noi probabilmente abbiamo quel “qualcosina” in più che ci fa spaziare in campi che mai ci saremmo sognati di affrontare, dal teatro spiccio in strada, a vere e proprie recitazioni, piccoli romanzetti, o addirittura di cantare, una vera e propria officina del delirio.   Detto questo amici, mercoledì sera ci ritroveremo ancora una volta in spiaggia ai sabbioni, per interpretare la tappa virtuale di quest’anno, niente bicicletta solo biglie da far rotolare sulla pista di sabbia e festa, portatevi la divisa come se fosse una normale tappa su strada, braghette comode e sandali.    Di seguito vi riportiamo il breve racconto che Enriquez aveva scritto alcuni anni fa, in occasione della prima prova delle biglie.  A presto !

” IL TEMPO DELLE BIGLIE “
Era l’Italia delle bombe, dell’austerity, degli scontri in piazza, ma era anche l’Italia che si lasciava giocare in strada dai ragazzini come me, che a dispetto dei periodi più bui che stava vivendo, sapeva regalare ancora dei momenti di rara bellezza.   E allora quando arrivava la bella stagione, se non era all’oratorio, pronipote dei più recenti e raffinati centri sportivi, poteva essere in una di quelle sporadiche chiazze di verde che resistevano quà e là tra i vari quartieri della città, ogni posto andava bene per il gioco delle biglie, all’interno di esse vi erano raffigurati i campioni del ciclismo, figli di un dio minore, oscurati dai divi del calcio come Mazzola e Rivera, che dividevano un Italia, già abbastanza divisa da altri gravi problemi, che comunque non sembravano più importanti di una domenica calcistica.   Una volta trovato il posto giusto, meglio di tutti erano quelli con la sabbia, si trascinava per i piedi il compagno di giochi, affinchè il suo fondoschiena disegnasse la pista dove i vari Gimondi, Bitossi, o Zandegù potessero sfrecciare rotolando nelle biglie da noi animate. Ricordo che un mio amico vinceva quasi sempre, e se noi avevamo biglie con campioni ben più titolati come Gimondi o Baronchelli, lui con quell’improbabile Gavazzi, che nelle corse reali in strada, era un eterno piazzato, sulla magica sabbia dei nostri giochi arrivava quasi sempre davanti.   Ma non erano solo bambini a partecipare a questo gioco popolare, anzi non era raro ritrovarsi chinati sulla pista di sabbia con chi l’età dello sviluppo l’aveva già passata da un pezzo, e ormai non aveva più le ginocchia sbucciate.   Quel pomeriggio lo ricordo ancora, i giardinetti dove giocavamo tra i palazzi di una Milano finalmente sgombra dalla nebbia che l’attanagliava dal lungo inverno, erano più popolati del solito, vicino a noi, seduto su di una panchina, un uomo di una certa età ascoltava una radiolina portatile, il volume era abbastanza alto per capire tra gli schiamazzi dei bambini, le ultime notizie dellla giornata, e così tra un tiro di biglie e l’altro, le indignazioni dei politici alla radio per l’ennesima strage di civili ad opera di una bomba esplosa tra la folla, un altra tristissima pagina dell’Italia di quel tempo, quella di Brescia del 1974.   Però era più che normale che certe notizie ci scalfissero solo di striscio, in fondo eravamo ancora dei bambini, avevamo il diritto di volare un po’ più in alto, di poter continuare a credere ancora o di poter ribaltare storie già scritte o scontate, così quando ci fermammo esausti sulla sabbia mangiando un ghiacciolo alla menta, alla radio scorreva un titolo di coda sugli avvenimenti sportivi della giornata, annunciarono con nostro stupore che un certo ciclista di nome Gavazzi aveva vinto in volata la sua prima tappa al giro d’Italia, non credemmo alle nostre orecchie, la fantasia o la realtà delle nostre biglie aveva trionfato, potevamo davvero credere che un giorno il futuro l’avremmo fatto anche noi, e questo ci bastava.

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DISORIENTEERING

Per vincere un Tour de pance devi essere un po’ scaltro, fortunato e pronto anche a modificare la strategia in corsa, se poi i muscoli dei polpacci prevalgono su quelli del “culo” allora si dirà che l’hai meritato, in ogni caso sino alla fine sarai disorientato, altrimenti che TDP sarebbe….

L’edizione di quest’anno pur presentando frazioni impegnative, riserverà come al solito sorprese e incognite di vario tipo che i cinghiali meno dotati sui pedali dovranno sfruttare per non perdere le ruote dei “big-oli”, alla dea bendata si sa non si comanda, ma questa formula con poco divario di punti dovrebbe accorciare di più la classifica, vedremo…

1 “PANCIA A TERRA” Diventata ormai classica, la breve ma intensa crono prologo primaverile aprirà le danze, qui nessuna sorpresa, vince chi sfonda il muro del suono nel kilometro in leggera discesa, i più forti metteranno tutti in fila sebbene di un solo punto alla volta.

2 “LA CLASSICA DI TENNO” Anche qui niente sconti, sfida come una volta all’ultimo fuori soglia nella prova dove tutti si confrontano da anni con la speranza di mettere la propria ruota davanti al prorpio rivale, che sia forte o lumacone non importa, tutti avranno il proprio obbiettivo ma al termine della tappa ci sarà un estrazione tramite pallina, ognuno pescherà un numero a secondo dei partecipanti, tale numero verrà poi sommato a quello acquisito con l’ordine d’arrivo.

3 “DUELLO ALL’ALBA” Ritorna un altra classica delle prime luci del giorno, quella delle marocche, divisa nelle consuete tre fasce di partenza: quella “pro-tetta” partirà subito, dopo 8minuti sarà la volta dei “ne carne ne pesce” a partire, dopo altri 5 minuti i “big-oli”.  Avendo aumentato così i distacchi al via si potrà assistere probabilmente ad un finale movimentato, questa volta i più forti dovranno collaborare se vorranno prevalere altrimenti la beffa sarà dietro l’angolo.

4 “ADRENALINING” Inedita prova molto impegnativa, salita e discesa per palati fini, ascesa sulla strada che passando da cologna arriverà al lago di tenno per poi piegare verso i campi, poi giù per la pinza con arrivo al primo bastione prima del cemento. Chi non vorrà schiattare troppo, potrà sperare nella pesca finale della pallina sulla quale ci sarà la nuova posizione d’arrivo assegnata ( vedi l’ultima alba sulla ponale del 2015 ).

5 “IL TEMPO DELLE BIGLIE” Altra classica fuori sella, un appuntamento estivo che regala emozioni  senza versare una goccia di sudore, occasione importante per lasciare dietro i cinghiali che pestano duro,ma bisogna impegnarsi ed avere uno spiccato senso dell’umorismo quando la propria biglia resta al palo mentre gli altri ti commiserano e proseguono diritto.

6 “LA STAFFETTA DELLE LUCCIOLE” La prima volta che si corse la ponale sotto le stelle fu così, senza costumi o illuminazioni sfarzose, l’agonismo prevaleva ancora prima di lasciare spazio alla pura goliardia, dopo aver toccato l’apice della partecipazione nel 2010, gli anni a seguire registrarono sempre meno presenti al via con costumi e carri, per evitare esclusioni o penalità di ogni tipo si è pensato di onorare ugualmente la notte magica della ponale correndo la tappa con la seguente formula. La staffetta composta da due persone sarà composta dividendo la classifica in due parti a seconda dei partecipanti, quelli più forti di ogni squadra partiranno dal ponte dopo il bar belvedere.

7 “GLI AVVOLTOI SOPRA PADARO” Torna la famigerata “cima Coppi” che ha messo in ginocchio più di un partecipante nel passato, non c’è bisogno di parole per descrivere il percorso, dosare lo sforzo e cercare di distrarsi un po’ èconsigliato per non pensare a quella maledetta volta che avete preso il via. A parte gli scherzi, la tappa pur faticosa riserverà una sorpresa,durante il percorso si troverà uno sbarramento, al quale a seconda del caso bisognerà fermarsi un tot. di tempo, una specie di pit stop imprevisto che complicherà il cammino.

8 “DISORIENTEERING” Una caccia al tesoro inusuale con squadre di 6/8 persone, le teste di serie (6/8 primi in classifica)saranno abbinate agli altri, come ? lo saprete presto….

Alla fine dei giochi ci saranno i 2 nuovi re del TDP 2017, un uomo e una donna, una novità che renderà felici anche le damigelle del tour, bene prezioso di questa folle corsa.  Le classifiche di arrivo di ogni prova saranno fatte con distacchi di un solo punto da un concorrente all’altro, i distacchi quindi non saranno più abissali come nelle precedenti edizioni, con conseguente possibilità di rimonta, almeno sulla carta.
Date e orari da definire.

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“SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZO INVERNO”

Erano lì, ricurvi su quei fogli da quasi sedici ore, la luce fioca dei neon impolverati risaltava i capillari rotti dei loro occhi che sembravano rimbalzare da destra a sinistra come una macchina da scrivere, non avrebbero mai mollato senza aver terminato la loro missione, anche a costo di crepare, e in effetti sarebbero morti se poche decine di minuti dopo non fosse arrivato il patron a fermarli.

Mister Tarci e mister Otto, così amava chiamare il patron i suoi più stretti collaboratori, erano da anni senza un vero impiego, sebbene dotati di qualità fuori dal normale nel campo della matematica, il loro servizio lo avevano prestato da qualche anno solo esclusivamente per il progetto TDP, certo non furono rapiti come successe nel periodo di guerra per alcuni scienziati, ma diciamo che il patron era riuscito a dissuaderli dal prestare ad altri le loro conoscenze, se si fossero pentiti nessuno è venuto mai a saperlo.

Da circa una decina d’anni al tour i vincitori erano esclusivamente o brocchi del pedale o gente dotata da discreti fondoschiena, i più bravi arrancavano nelle retrovie delle classifiche nonostante prestazioni eccezionali, l’incapacità di prevalere sui brocchi prima li aveva depressi, poi li aveva fatti incazzare e la situazione che si era presentata alla presentazione del nuovo tour si era fatta incandescente, se da una parte i brocchi pluri decorati lanciavano sfottò a quelli che erano i big una volta, dall’altra parte si potevano sentire addirittura anche qualche minaccia, qualcosa andava rivisto prima che la situazione precipitasse.

Noostante gli sforzi a suon di algebra, i contabili del tour non riuscivano più a far quadrare i conti, il meccanismo per far prevalere i brocchi da loro inventato dopo anni di tentativi a vuoto, era diventato irreversibile, cosa fosse successo nessuno lo sa, anche dopo aver reso impossibile la vita ai brocchi nell’ultimo tour, a suon di salite mostruose e cronometro eterne, il risultato non cambiava, una strana metamorfosi aveva trasformato i brocchi in pedalatori instancabili, oltretutto anche la fortuna era dalla loro parte.

Dieci giorni dopo la presentazione del tour, mister Otto ricevette a casa per mezzo posta la testa di un cinghiale in un pacco, un azione degna dei migliori film di mafia, ma il messaggio era chiaro, dovevano sbrigarsi a completare quella formula che il patron gli aveva suggerito, una vera impresa, si sarebbe dovuti andare contro i teoremi di Newton o di Pitagora per avere i risultati aveva chiesto, ma loro sapevano che solo menti contorte come lui potevano farcela, e non si sarebbero mai tirati indietro, sopratutto ora che ne andava anche della loro vita.

Mentre sorseggiava la nona red bull frullata con caffè in polvere, mister Tarci ebbe un ispirazione fulminante, infatti rimase fulminato, cadde al suolo per riprendersi solo un ora dopo con uno strano sapore in bocca, una voce rauca proveniva da in fondo alla stanza ma non la riconobbe, aveva un forte mal di testa, si toccò il cranio e capì il perchè, un grosso bernoccolo gli spuntava all’altezza della nuca, ripiombò nell’oblio più oscuro, wombat gli aveva assestato un altra mazzata tanto per farlo riposare ancora un po’.

Mister Otto quando arrivò alle cinque del mattino per dare il cambio al suo compare rimase di stucco, non solo mancava il Tarci ma anche il suo computer, poi vide una ciocca di capelli neri misti a sangue vicino all’uscita dello scantinato, non c’era dubbio, qualcuno lo aveva rapito, avvertì subito il Patron il quale non sembrava stupito, gli disse di andare subito via di lì e raggiungerlo nel suo garage con la chiavetta usb contenente il backup del giorno prima, forse da lì si sarebbe risaliti a qualche indizio, bisognava sbrigarsi, anche il patron era stato minacciato via whatsapp da un sedicente personaggio col nickname altisonante, un certo ” Coefficente big ” che non aveva mezze misure, se qualcosa non fosse cambiato al prossimo tour, non ci sarebbero state altre albe per lui.

L’ombroso era stato uno dei migliori big del passato, ma da troppo tempo  era relegato nelle retrovie della classifica dei recenti tour, la rabbia che covava era al pari di quelli come lui che si ritrovavano a mangiare la polvere dei brocchi, fu soprattutto per questo che si decise ad intervenire con un azione da vero fuorilegge e poco importava se una volta Mister Otto era un suo amico, ora era diventato una preziosa merce di scambio.

Dopo aver intercettato la telefonata del Patron, l’ombroso fece sgommare la sua automobile, prima che mister Otto riuscì ad alzare la saracinesca del garage la mazza da baseball dell’ombroso si abbassò sulla sua testa, una disconnessione forzata, tempo di andare a nanna.

Wombat era il vincitore degli ultimi tre tour e piano piano era diventato il leader dei brocchi, lui che una volta si defilava sempre ed era sempre rispettoso, ora la sua arroganza lo aveva portato a farsi giustizia da se, sapeva che qualcosa stava per cambiare e non poteva permettere che nessuno alterasse quegli equilibri che lo avevano portato in vetta alle classifiche.

Ora le due fazioni erano in possesso entrambe di un matematico e nessuna delle due parti aveva l’intenzione di fare concessioni, una situazione di stallo che non favoriva nessuno visto che mister Otto poco poteva fare senza l’ausilio della sua controfigura: mister Tarci, e viceversa, sebbene fossero ad un passo dalla risoluzione, il loro lavoro era stato bruscamente frenato da due grosse mazze da baseball.

Quelle a cui erano sottoposti i due malcapitati non erano torture fisiche, non era nelle usanze di quella gente, ma quelle psicologiche, forse più devastanti, mister Otto si trovava in una stanza ricoperta di tabelline  tipo scolastico con multipli di 2 e di 4 e se voleva ricevere il pasto doveva schiacciare pulsanti come quelli dei quiz, se  indovinava mangiava altrimenti nisba, nonostante odiasse a morte quel trattamento alla fine si piegava e un altoparlante risuonava dicendo : “bravo otto !”, gli veniva da piangere.

Dall’altra parte della città, in un altro bunker mister Tarci costretto a vedere a ripetizione continua la pellicola della sua vecchia e unica vittoria, aveva gli occhi consumati e desiderava solo dormire, Wombat non credeva alla teoria che senza mister Otto nessuno poteva completare il progetto, ma dopo un po’ si decise ad alzare il telefono.

Wombat voleva ricattare il patron minacciandolo di non rilasciare il suo contabile se avesse modificato le tabelle, dall’altra parte però non rispondeva nessuno, il patron era scosso da fremiti con dolori lancinanti, il mago e altri due suoi compari gli avevano applicato alle gambe dei crampo stimolatori con elettrodi, ormai gli ex big avevano oltrepassato ogni limite pur di tornare ai vertici.

Tuu, tuu tuuuu.. il patron stava soccombendo, il mago aveva alzato i ritmi di quella macchina infernale fino a fargli perdere i sensi, fu inghiottito in un vortice come un enorme centrifuga, quando riaprì gli occhi ancora quel rumore: tuu, tu tuuu…, aveva la bocca impastata, si toccò le gambe ma non aveva elettrodi o dolori, era sudato fradicio nel suo letto, il rumore che sentiva era il suo telefono.

Era il Tarci, ” Uelà compare, come va? “, il patron credeva di essere ancora dentro quel maledetto incubo ” Come stai, sei ancora tutto intero ? “, il Tarci non capiva.. ” Intero?, sì certo, magari un po’ stanchino ma bene, ah.. a proposito, ti chiamo per comunicarti che finalmente avrei trovato una formuletta per far vicere finalmente i brocchi come noi ! “, ci fu un silenzio lungo qualche secondo, poi la risposta..” Senti amico mio…., che ne dici di una piccola vacanzetta ?, avrei affittato un cottage sull’isola di Trimellone..”, ” ma.., non capisco, avevi una fretta del diavolo per farci finire il progetto, l’Otto si è addirittura preso ferie per..”, il patron non lo lasciò finire: ” Ecco bravo, chiama pure lui !, si va a pescare tre giorni, e niente fogli please..!”

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“RIMANDATI A SETTEMBRE”

Per capire il meccanismo che scatta quando alla partenza di un tour de pance qualsiasi i vari personaggi vadano in confusione, bisogna fare un passo indietro, molto indietro….

” Professore, ma Omero sta’ Troia la conosceva o no ? ”  Era già la seconda volta che il piccolo Tribula finiva dietro la lavagna, solo che questa il posto era già al completo, almeno altri quattro alunni erano già stipati, il professore non sapeva più se spiegare la lezione davanti o dietro la lavagna, da qualunque parte si potesse intendere non cambiava una virgola, si strinse le spalle e ricominciò da capo con rassegnazione.     Il professore dal nome vagamente spagnolo era un tipo davvero particolare, sebbene seguisse il corso della storia, dopo aver tracciato agli alunni i vari perchè e i per come, ecco che proprio quando loro avevano assimilato i concetti e si erano abituati, lui stravolgeva il tutto con nuove teorie o verità che mettevano in dubbio quelle precedenti.   Un metodo criticato da molti, sopratutto dal preside della scuola che non sopportava i cambiamenti in genere, un personaggio abitudinario a tal punto che parcheggiava la sua automobile tutte le mattine alle 7 e 30 nel solito posto, quindi saliva le scale e sapeva esattamente l’arrivo dei suoi colleghi in ogni ogni ordine e posizione, se precedeva qualcuno sulle scale, si faceva sfilare per non cambiare il corso della storia, una brutta gatta da pelare quel professore per lui…  Sul fatto che Omero si sia inventato di sana pianta i luoghi dei racconti da lui narrati resta ancora un mistero da chiarire, si dice infatti che Ulisse fosse arrivato nelle indie occidentali anzichè navigare nel mediterraneo, ma daltronde altri dopo di lui credettero di essere in un altro posto, agli alunni importava solo il suono della campanella della ricreazione, quella era una certezza.    ” Ma come m…..a fa a rimanere sempre là seduto ” sbafanchiò il piccolo Pantuna appena liberato dalla scomoda posizione dietro la lavagna con la giustificazione del mal di schiena, si riferiva al suo compagno di banco, lo chiamavano il piccolo mago, era uno dei pochi che alle interrogazioni si faceva trovare sempre pronto, qualcuno giurava di averlo visto ipnotizzare il professore, loro no, avrebbero fatto appello al quinto emendamento, le insostituibili ripetizioni a settembre.   In fondo se un professore se vuole bocciarti lo fa subito, e poi c’è ancora tempo pensi, male che vada una sbirciatina all’ultimo momento magari una scopiazzata, insomma un minimo garantito per restare nel purgatorio, basta alzare la mano un po’ più spesso per chiedere qualcosa di futile al professore.     ” Scusi prof, la magna grecia era una manifestazione di gastronomia ? ”  Per sua fortuna non si udì molto bene quello che aveva detto, il quinto krapfen ingollato in 10 minuti di ricreazione era ancora tra le sue fauci, il piccolo di origine polacche la fece furba, attirò l’attenzione del maestro e non si capì niente, l’ideale per la tattica del pressing per evitare la retrocessione.   Il professore passò oltre e vide con la coda dell’occhio in ultima fila il giovane che spesso disturbava, lo chiamavano il ciuccia, forse perchè aveva sempre con se dei lecca lecca a forma di copertone, sembrava attento ma il prof si rese conto che uno stecchino del lecca lecca era caduto dalla sua palpebra, dormiva e la bizzarria era che il trucco dello stecchino, con un occhio spalancato e uno che si era chiuso e sembrava facesse l’occhiolino, fu riportato all’ordine.   Ormai dietro alla lavagna si era fatto il suo posto privato con veduta sul curvone della strada di sotto alla finestra, a volte passavano gruppetti di ciclisti e quello era il momento clou della giornata, chìssenefrega di Olisse, o come diavolo si chiamava..  A dire il vero anche al professore doveva interessare quel passaggio con quei personaggi che inforcavano le snelle biciclette con il manubrio piegato all’ingiù, spesso con indifferenza si voltava e se c’erano troppi alunni dietro la lavagna li faceva abbassare con la bacchetta, il piccolo Tribula anche in ginocchio sovrastava la vista e il piccolo Benon gli saltava sulle spalle, non esistevano telefonini, il kaos di gruppo era più frequente, bastava poco…   Il momento di ritirare le pagelle era il momento più stressante per tutti o quasi, per esempio il piccolo mago era certo del risultato positivo e si permetteva il lusso di ritirarla per ultimo e godersi lo spettacolo dei poveri dannati che guardavano con occhi spauriti quelle odiate pergamene, alcuni esultavano come quegli attaccanti che non segnano da tre stagioni, gli altri con lo sguardo da pesce lesso si sarebbero rivisti a settembre con qualche rottura in più, prepararsi a rispondere a domande del tipo ” che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?”.  Nel tempo che passava da lì a settembre quasi tutti si ritrovavano a giocare in strada coi vari giochi, un giorno, proprio ai giardini tutti si voltarono per vedere il solito gruppo di singolari ciclisti sfrecciare, quasi tutti lo riconobbero, era il loro professore anche lui su una di quelle splendide biciclette, non come quelle di campagna che avevano quasi tutti, queste sembravano svolazzare, anche loro avrebbero voluto un giorno possederle.   Alla fine tutti quanti a settembre passarono l’esame, anche il ciuccia che le aveva combinate grosse non credeva ai suoi occhi, e il preside si era abituato anche lui all’idea, forse era meglio così, prima passavano prima sarebbero uscita da quella scuola, doveva sopportarli ancora per un po.    Ma quella fu l’ultima stagione che il professore insegnò, aveva trovato un altro impiego con orari migliori, i suoi ex alunni non lo perdettero mai di vista, quindici minuti prima della ricreazione di metà mattina facevano a gara per finire dietro la lavagna, il nuovo professore non aveva ancora capito il perchè, in quei minuti passavano tutti i giorni quello stupefacente gruppo di ciclisti, quando il loro ex prof li vedeva li salutava alzando la mano e loro ricambiavano stando attenti a non farsi beccare dal nuovo maestro, con lui forse a settembre non ci sarebbero arrivati….

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