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Albo d’oro del TDP

Correva l’anno…….

2000 ” Un giorno dal Leoni “

 Inizia il secondo millennio, la fine del mondo non è arrivata, e allora l’umanità continuerà a fare gli stessi sbagli di sempre.  A Riva del Garda, una ridente cittadina sul grande lago, c’è sempre stata una lunga tradizione e predisposizione per la goliardia, tanto per citare qualche evento ricordiamo : il ” Golia “, o il ” Roland smarzon “, dove i gesti atletici spesso si confondevano con la comicità .  Fece capolino anche il Tour de pance, ma non ebbe mai la pretesa di diventare un evento  ” confezionato “, anzi, quasi quasi si è sempre cercato di tenerlo nascosto, quasi fosse un piccolo angolo di paradiso, tra il già esausto panorama ciclistico, tenendolo lontano anche da eventuali sponsor che magari avrebbero potuto manipolarne il divertimento.   L’anno zero del Tour de pance vide cominciare la lunga egemonia del re Cannibal, ma fu anche l’edizione dei duelli all’arma bianca, ovvero con mezzi non proprio all’avanguardia, a quel tempo non esisteva ancora il sito web, e i partecipanti si trovavano nella gelateria di jimmi, dove Enriquez l’aveva tappezzata di foto, articoli ed altre diavolerie..

La prima tappa, una crono-prologo di appena 2 km, fu caratterizzata da una pioggia inclemente, vinse Bicio el trattor, che calzò la prima maglia di leader del tour ( a quel tempo era rosa con un porcellino sulla schiena ). Fu anche la tappa dove Ciccio Ullrich scivolò nel fossato,  in preda ai crampi e ai conati di vomito, causati dal pranzo a base di polenta e goulash, fu soccorso da Enriquez, il quale però scivolò a sua volta nel fossato, alla fine i due erano irriconoscibili immersi nel fango, la prima fotografia emblematica degli anti eroi del TDP.

Mentre la seconda prova fu il giro delle sarche, una classica che ancor oggi spopola, ma a quel tempo, l’andata si correva sulla statale, poi rivista perchè si rivelò pericolosa, sopratutto perchè il numero dei partecipanti cresceva.  Se la aggiudicò in volata Cannibal su Giggino Farè, che poi indossò lui la maglia di leader( grazie alla classifica che allora si basava non solo sui risultati, ma anche con i coefficenti di peso ed età ). Si registrò un bellissimo duello, con una fuga che vide in prima linea il vecchio cuore del Leoni Livio, Cannibal, Farè, Jimmi e Pantuna, ma Cannibal era troppo svezzato per lasciarsi perdere questa occasione. Nelle retrovie regnava il caos, con rampichini o condizioni approssimative, gli altri concorrenti arrivarono staccati di molto, si videro i primi crampi epici ed arrivi a gambe larghe..

Ed ecco le prime asperità del tour, il lago di Tenno ( che poi diventò la classica delle classiche ), mise tutti in fila, Cannibal fece subito notare chi fosse il padrone del tour, arrivò primo ancora una volta davanti al Pantuna e calzò quella maglia rosa che, fino al 2005 nessuno gliela levò di dosso.  A dire il vero la tappa terminava a Ville del monte, cioè un kilometro circa in più di quella dei giorni nostri, anche se in leggera discesa.  Cannibal si sbarazzò presto di un Induron scattato nel primo km, ma il Pantuna cedette solo nell’ultima salita, dietro, da notare l’ennesimo duello tra jimmi e Bicio, con risatine e sfottò, un Lallo esuberante, che con la sua progressione infilò diversi scoppiati per aver osato troppo all’inizio.

Prima di allora il tour de pance non aveva ancora conosciuto la vera sofferenza, infatti la tappa di s.Giovanni a monte, la più temuta tutt’ora, fu corsa con una temperatura ragguardevole, circa 35 gradi, una follia per personaggi abituati al massimo a qualche gita senza fuori giri.  Ma la sfide lanciate in settimana nei vari bar non ammettevano dietro front, e fu così che apparvero i primi avvoltoi sopra il paese di Padaro, pronti a sferrare l’attacco a quei malaugurati che cedevano chini sulla strada.  Fu un vero strapotere per Cannibal, non ebbe rivali, il secondo arrivò solo 6 minuti dopo, ma tra gli ultimi arrivati ci passò quasi un ora.  Sulla micidiale rampa iniziale, lo Squalo Guerino scattò con violenza, ma i suoi chili in eccesso lo tradirono, da quella volta decise di far rimpiangere a tutti gli sberleffi subiti.  Duelli all’ultimo fuorisoglia ebbero il solo risultato di far scendere dalla bici alcuni, c’è chi come Chicco Bonora bucò addirittura due volte, sena parlare dello sprint finale tra Jimmi ed Enriquez, il primo dei due ondeggiò ed ebbe la peggio nella canaletta di fianco all’arrivo.

La tappa che mise fine al primo tour de pance fu quella del monte Brione, breve ma intensa, Cannibal forse avrebbe potuto fare di più viste le sue condizioni, ma nonostante Forrest Gump fece del suo meglio, non potè che arrivargli dietro con un distacco di un minuto.  Chiuse il gruppo lo Squalo, con la promessa di una vendetta per l’anno successivo, e tutti si misero a ridere…  Cannibal, sornione avrebbe fatto sogni tranquilli ancora per un bel po’. 

 

2001  “Odissea nell’ospizio “

L’anno delle rivincite, ma anche dei veleni, il 2001 vide crescere piano piano anche il numero dei suoi partecipanti, e  anche l’età media. Per la prima volta contò tra le sue file anche qualche straniero, Farid dal marocco e Rob, fuori categoria, ex triatleta canadese.  Ma fu ancora il re Cannibal a vincere il titolo, e anzi la sua condizione crebbe a tal punto, che se si eccetua l’apparizione di Rob, il divario tra lui e gli altri era a dir poco imbarazzante. Ma come leggerete più avanti, ci avrebbero poi pensato altri personaggi a surriscaldare il clima, sino alle volte a comprometterne il divertimento.

La prima tappa fu una cronometro poi ripetuta nel 2008, andava dal ponte di Arco sino alla centrale di Fies. Per uno sbaglio poi individuato sulla raccolta dei tempi, la sorpresa Squalo ( ma non più di tanto visto il sistematico allenamento al quale si era sottoposto durante l’inverno, che l’aveva portato a dimagrire di ben 18 kg !! ) si piazzò al primo posto, poi scivolò al secondo perchè Cannibal in realtà aveva fatto registrare il miglior tempo . Altra sorpresa, terzi a pari tempo : Enriquez e il Condor Rebucci, un ex ciclo amatore datato e con una grinta forse eccessiva, qualcuno fose si illuse che Cannibal fosse battibile e già covava sogni di gloria.

La seconda prova, la classica delle Sarche uguale all’anno prima, prometteva spettacolo, e infatti ci fu, ma Cannibal ancora una volta fece la voce grossa, regolando un ottimo Giggino Farè in volata, ma dietro anche coi rampichini nessuno si è tirato indietro.  Lo Squalo, nonostante la sua invidiabile condizione non riuscì a tenere il passo dei primi, mentre il Condor coi suoi sessant’anni suonati cominciava a far paura.

La settimana dopo si ripetè la classica ma al contrario, e portò le prime nubi sul tour de pance , da allora qualcosa cambiò.  Subito dopo la partenza, sullo stradone in prossimità di Dro ci fu la prima collisione , Jimmi si arrotò con Induron e rovinò al suolo, la fortuna volle che nessun automezzo sopraggiungesse in quel momento, riportò diverse abrasioni e una seria distorsione, fu per fortuna l’ultimo incidente al tour, ma fece riflettere tutti.  Si ripartì non senza qualche preoccupazione, ci furono allunghi e scatti e come sempre l’ora che soffiava forte lasciava indietro altri, ci fu un altra caduta con protagonista il bravo Damiano Cacaito senza per fortuna gravi conseguenze.  La fuga decisiva fu quella del solito Cannibal con il Condor Rebucci, neanche a dirlo, Cannibal non se lo fece dire due volte e lo regolò in volata, consolidando il primato di leader. Se ci avessero creduto i nove inseguitori dietro li avrebbero presi, ma ci furono scatti e controscatti che videro protagonisti lo Squalo ed Enriquez, ormai decisi a darsi battaglia dovunque, lo Squalo precedette tutti in volata lanciando un urlo bestiale che fece rabbrividire i frati cappuccini nelle vicinanze.

Ecco di nuovo la classica di Tenno per misurare le condizioni dei pretendenti, anche se gli sfottò  e lo spirito da bar erano gli stessi di sempre, si denotava una certa crescita di agonismo.  Per la prima volta non fu il solito Cannibal ad arrivare per primo, ma Rob il canadese era fuori categoria per tutti noi, ed allora Cannibal poteva stare tranquillo, tra il resto fece registrare un tempo record. Alle sue spalle come sempre il massacro, ma forse l’essenza del tour si sarebbe consumata proprio lì dietro, tra i dannati, e di dannati ce n’erano davvero tanti, ci furono duelli abbastanza velenosi tra il Condor e lo Squalo, con a volte aggettivi sopra le righe. Lo squalo, fu il personaggio del’anno, nel bene e nel male, non era mai passato inosservato,con il suo fare a volte strafottente, ma comunque verace,ne faceva di lui il catalizzatore del tour, ma a molti dava troppo sui nervi. E se lui ed Enriquez furono i primi fautori del TDP, al termine di questa edizione, il secondo dei due non si sentì di continuare in un clima che non gli apparteva, chiese quindi se qualcuno avesse voglia di continuare, purtroppo però la situazione divenne insostenibile, nessuno intervenne e così ci fu lo stop al termine del tour.

Ancora s.Giovanni, ma questa volta invece dei 35 gradi dell’anno precedente, ecco una bella tempesta con grandine ad accogliere i malcapitati, fu pazzesco, alla base della salita di Padaro, si doveva zizzagare, pedalando tra i canali di grandine e pioggia !  Molti avrebbero rinunciato, forse la maggioranza, ma tanto per cambiare lo Squalo con voce di sfida apostrofò tutti, minacciando di correre da solo e aggiudicarsi la tappa.  Povero illuso, nessuno tornò a casa, sembrava quasi che l’uomo da battere fosse lui e non Cannibal, che se la rideva sornione, pregustando già la vittoria.  La sorte decise di non far soffrire più del previsto quei pazzi in bicicletta, il diluvio cessò a metà salita, e il sole fece capolino, facendo fumare i corpi inzuppati e infreddoliti.  Cannibal arrivò secondo, ma al fuoriclasse Rob non interessava la classifica per fortuna, altrimenti lo avremmo invitato a correre su una bici da città, un Cannibal bastava e avanzava.  Come ancora adesso accade, per gli ultimi arrivati, c’erano incoraggiamenti, e Farid il marocchino, provatissimo, ricevette i giusti applausi per essere arrivato lassù con quel gruppo di stralunati ciclisti locali.

Quasi quasi Induron ce la stava facendo, dopo tante promesse di vittoria,questa volta alla sesta tappa del Brione c’era andato vicinissimo, ma il solito Cannibal…  Mai come adesso quel nome gli calzava a pennello, lui si prendeva tutto, o quasi, il primato era ormai in cassaforte, l’unico che gli stava alle spalle in classifica era lo Squalo, ma il distacco gli avrebbe permesso anche di arrivare ultimo, solo che lui non conosceva questa parola. Il gruppo però si assottigliava lentamente, e difficilmente si arrivava alle 15 unità.

L’ultima prova del 2001, fu quella molto bella e combattuta con arrivo al paese di Campi.  Cannibal legittimò lo strapotere anche in questa edizione vincendo anche questa frazone, mentre al secondo posto Cacaito, con fare da scalatore, le provò tutte per raggiungerlo, ma non ci fu niente da fare.  Enriquez, molto dietro, cercava di tenere a distanza lo Squalo,   che gli urlava di tutto, e fu un duello davvero da tour de pance, chi li ha visti arrivare in paese in quelle condizioni non capiva cosa diavolo stavano facendo.  Dopo quest’ultima tappa ci fu un silenzio durato tre anni prima che il tour de pance rifece la sua apparizione.

 

2005 ” Lo strazio continua “

La scintilla che alimentò una brace mai spenta partì da fanciulla, quando in una delle nostre gite in bicicletta primaverili, la nostra amica Lady in speck ( così denominata scherzosamente perchè veniva dalla val gardena ) fece un allungo in salita e ci lasciò senza fiato.  Quando guardai Pawel ( il ciclone ), affranto per esser stato lasciato sul posto da quella donzella, capì subito che stava per cominciare una nuova stagione di sfide sui pedali.  Decidemmo di rimettere in piedi il Tour de pance, ma questa volta, per evitare quell’ eccessivo agonismo, mettemmo dei paletti, e qualcuno finì tra i fuori categoria, fu così che quell’anno la spuntò proprio Il ciclone Pawel, che contro ogni previsione riuscì a calare di peso come non gli riuscì mai più, e si aggiudicò il TDP della rinascita.  Inizialmente formammo due squadre, la prima capitanata dal patron Jimmi ( Barracuda bar ), e la seconda da Enriquez ( La montanara ), con ognuna la sua divisa, fu interessante ma difficile da gestire in quanto a volte v’erano più personaggi di una squadra, e poi comunque a prevalere erano sempre i gesti singoli.  Assumemmo in cambio di poche birre anche uno psicologo perchè ci seguisse in corsa e magari ci potesse spronare di più, ma i suoi metodi si rivelarono poco ortodossi, anche se a volte i suoi insulti ebbero gli effetti sperati su qualche personaggio. Avevamo anche un amico cameraman, ma già alla seconda tappa, ci accorgemmo che sulla sua camera c’erano solo i fondoschiena delle signorine che incontrava per la strada.  I giornali locali cominciarono a dedicare ampio spazio all’evento,  poi nacque il sito web del TDP,  e da quel momento le nostre malefatte erano sotto gli occhi di tutti.

La prima tappa e relativa maglia gialla furono ad appannaggio di Bicio el trattor, l’uomo che sfidò la legge di gravità, con i suoi teneri 100 kg tagliò il traguardo per primo al lago di Tenno, che da quell’anno era posto al bivio, proprio dove si trova ad oggi.  Si notò subito che il divertimento era assicurato, le sfide erano le stesse, ma lo spirito era notevolmente migliorato, quella prova terminò con le due squadre che finirono a pari punti, molti erano i personaggi nuovi, si contarono per la prima volta in gruppo le venti unità, ma sopratutto l’avvento delle prime presenze femminili.  Così il carrozzone del tour ripartì in una meravigliosa giornata estiva del giugno 2005.

E venne la prima volta della Ponale, non di notte come adesso, ma in pieno sole, e decisi a far mangiare la polvere a chi stava dietro.  Fu anche la prima apparizione dell’astro nascente El verdurer che vinse la sua prima tappa del tour, ma viste le sue mire fu messo subito tra i fuori categoria in compagnia di Cannibal e il redivivo Squalo.  La tappa fu subito un successo e fu apprezzata da tutti.  Bicio el trattor controllò i suoi avversari e conservò la maglia gialla senza problemi.

La classica delle Sarche o marocche, fu cambiata con andata e ritorno sulla strada del lago di Cavedine, molto più sicura e avvincente con le due salite da affrontare, e visto lo scenario e la calura di quel giorno fu anche soprannominata : ” Mezzogiorno di fuoco “.  In quella tappa successero molte cose, come la tradizione voleva, ma per fortuna nessuna caduta. Tanto per citare qualche episodio ricordiamo l’arrivo di Gin Lemmon completamente disidratato al passo delle marocche con le labbra viola, o l’arrivo a piedi scalzi di Ciccio Ullrich con le scarpe disintegrate dopo avere frenato coi piedi in discesa ( freni spaccati dopo il via ).   El verdurer siglò la sua seconda vittoria, ma subito dietro quatto quatto Il ciclone Pawel soffiò il secondo posto a Cannibal, perchè forò prima della salita finale.  Ancora una volta El trattor conservò la maglia gialla, ma le montagne lo aspettavano…

Il 2005 fu anche la prima volta di malga grassi, una tappa davvero avvincente che registrò il crollo della maglia gialla, El trattor infatti partì con la stessa velocità della tappa del lago di tenno, ma poi dovette chinare la testa sul muro di s.Martino. Tenete presente che allora le prove si disputavano solo di giorno, in pieno sole se c’era, quindi il caldo mieteva molte vittime anche illustri, fu così che Cannibal dall’alto della sua esperienza non ebbe difficoltà a tagliare il traguardo per primo.  Dietro però ancora una volta secondo, Il ciclone grazie alla sua potenza muscolare, indossò per la prima volta la maglia gialla, subito dietro a lui Induron, che sperava in cuor suo di portare via la tappa. Chiuse il gruppo acora una volta lo stoico Ciccio Ullrich con la faccia di un rosso fuoco, ricevette una marea di applausi e gli infilarono subito una sigaretta in bocca, rischiò di far la fine del rospo…

La cronometro di quella edizione fu disputata nei quattro chilometri che vanno dal lago di Cavedine sino all’arrivo al passo delle marocche.  Pioveva e tirava vento, ma niente impedì al Verdurer di siglare la sua terza vittoria di tappa, poi lo Squalo si prese la rivincita su Cannibal per il secondo posto.  Il ciclone restava in maglia gialla, ma dietro, la sua rivale Lady in speck e il Lallo lo insediavano da vicino grazie ai loro piazzamenti regolari.

Un altra inedita fu la prima notturna sul Brione, ma troppo breve ed intensa per competere con l’odierna splendida notturna della ponale. Fattostà che tra le tenebre di una notte senza luna, Cannibal si prese la rivincita sul nuovo amico nemico Verdurer, poi come sempre un deluso Induron che aveva già proclamato vittoria la settimana prima al bar.  Il ciclone Pawel era ancora in maglia gialla.

Quattro anni prima sotto la stessa pioggia, ma questa volta a spronare tutti alla partenza della terribile ascesa a s. Giovanni non fu un uomo, ma una gentil donzella, Lady in speck, l’unica donna tra dieci pazzi scatenati, esclamò : – ma allora cosa facciamo qui sotto sta pioggia…partiamo !!  Storia già vista, ma quando ci sei dentro ti chiedi ancora perchè sei così stupido a ricaderci dentro…  Per la cronaca, Cannibal fece di nuovo il vuoto, i minuti e l’acqua scorrevano impietosi prima che l’ultimo : Ciccio Ullrich arrivò tremante come una foglia.  Fu immediatamente coperto e sistemato vicino all’inginocchiatoio, era lui la vera essenza del TDP, il delirio sui pedali, se guardate sulle foto di quell’anno vedrete come lui sia salito sul muro di Padaro, ad occhi chiusi zizzagando per chilometri in totale incoscienza.  Il ciclone Pawel si aggiudicò il tour senza vincere una tappa, però quel giorno fece una piccola crisi col freddo ela sua rivale Lady in speck lo infilò subito, lei fu anche l’unica donna che finì sul podio, alle spalle d Induron e il Lallo. ( infatti sia Cannibal che il Verdurer si accontentarono di un pari merito per la vittoria dei fuori categoria ) Ne seguirono cene e feste, valeva la pena di continuare…

 

2006  ” Si salvi chi può.. “

Anno importante il 2006, moltissime le novità inserite in programma e notevole crescita di partecipanti e sopratutto perchè il Tour de pance acquisterà un identità sempre più gloliardica.  Comparvero subito le maglie da carcerato, una divisa particolarissima con quel 6969 che farà scalpore e successo, tant’è vero che anche i mass media si interessarono sempre di più a questa singolare corsa a tappe. Comparve la prima tappa notturna sulla Ponale e la tappa all’alba per accrescere sempre di più lo spirito di avventura.  Ma fu anche il primo tour deciso dalla fortuna con la nuova formula del rischiatutto, infatti proprio in quella tappa, tenuta per ultima, Giampa fece saltare il banco del tour proprio alle spese di Cannibal, che aveva comandato la classifica dall’inizio alla fine ( Ci mise molto Cannibal a digerire quello smacco, dopo esser stato messo fuori categoria nel 2005, avrebbe infilato il quarto TDP consegutivo, ma.. ).  Inoltre, tutto il TDP fu scosso dal terribile incidente  ( non in corsa ) del Malox,  rimase a lungo giù dalla sella della sua bici, ma a grande richiesta fu ripetuta la prova del lago di Tenno per il suo ritorno in autunno, questo ed altri particolari fecero sempre di più consolidare un gruppo davvero straordinario.

In uno scenario davvero bello, quale la pista nella pineta di Oltra, si corse la cronoprologo del 2006, e le maglie mitiche del TDP scintillarono per la prima volta sulle strade del basso sarca. Fu proprio El verdurer a prevalere sul suo rivale Cannibal, e il più agguerrito che mai Squalo ( il quale si presentò con un casco aereodinamico che lo rendeva più grottesco che mai ).  La prova fu preceduta da una breve crono anche per i figli del TDP, un iniziativa che fu poi ripetuta con successo l’anno dopo, il posto infatti si prestava perfettamente per la cagnara tipica dei picchiatelli del tour, campanacci, tamburi e quant’altro assordavano i poveri concorrenti che passavano sulla linea del traguardo.  La prima maglia gialla la indossò proprio El verdurer, che sognava già di succedere al re Cannibal..

Il numero dei partecipanti cresceva sempre più, ed era un po’ difficile passare inosservati con quelle divise.  La seconda tappa , l’immancabile classica del lago di Tenno, registrò  un numero alto di picchiatelli.  Cannibal trionfò davanti ad un Ciclone Pawel che faceva ben sperare, subito dietro si piazzò un personaggio che faceva già paura per la sua potenza, un certo Mago G.  I tempi si abbassarono molto, segno che c’era gente che durante l’inverno si era preparata, ciò nonostante si contarono anche diversi pancioni appesantiti dal lungo inverno, inoltre anche le femminucce crescevano di numero,e  questa era la cosa più bella.  Cannibal strappò di dosso la maglia gialla al Verdurer e l’avrebbe poi difesa coi denti fno a …..

Riecco la classica delle marocche  con il solito solleone, fu una frazione avvincente con fughe e contro fughe, ma il vento rabbioso che soffiava contro lasciavo allo scoperto più di un malcapitato. Fu la tappa di Ricky, una sorpresa ma non più di tanto per chi lo conosceva, dietro di lui si piazzò un personaggio che avrebbe movimentato in tutti i sensi gli anni a venire : il Ciucciarode,il simpatico rompicatole diventò in seguito un autentica colonna del TDP.  Il gruppo fu immancabilmente chiuso dallo stoico Ciccio Ullrich tra uno croscio di applausi e gavettoni.  La maglia di leader era ancora sulle spalle di Cannibal.

Fu la prima volta delle lucciole della Ponale, ma a dire il vero, non si videro ancora i costumi sgargianti di adesso, e poi si faceva ancora sul serio pedalando a tutta.  Fu però un successone sia di partecipazione che di pubblico, da quel momento gli amici del paese di Pregasina ci aspettano tutti gli anni, in un clima di festa degno del passaggio del giro d’Italia.  La festa che ne seguì al parco giochi fu strepitosa, tutti avevano preparato qualcosa, era un peccato non esser stati lì.  Cannibal fece il vuoto, ma il Mago G e il Ciclone ci credevano ancora.

La tappa più incandescente di sempre, 41 gradi misurati al via della frazione di malga Grassi !!  Tutti si ricordano ancora i miraggi sprigionati dall’asfalto bollente sulla strada, fu davvero dura arrivare, ci furono dei crolli micidiali, per fortuna qualche angelo a bordo strada ci lanciò acqua fresca, ma qualcuno scese dalla sella.  Arrivò per primo Sautè, un nuovo personaggio dotato di potenza e anche di chili, ma Cannibal arrivando secondo conservò il primato.  All’arrivo uno scenario di crampi e bocche spalancate faceva capire di come si fosse corso , e da quel momento si valutò l’idea di correre certe tappe la sera….

Quando decidemmo di far alzare la gente a quell’ora della notte, non avremmo mai immaginato che si presentassero così in tanti.  C’è sempre una prima volta, e la tappa dell’alba ebbe un seguito, si partì dal Varone alle 6 del mattino, comparvero per la prima volta i primi travestimenti a tema, 30 individui in pigiama, baby doll per le signorine ecc.., così agli occhi stralunati della gente che si recava al lavoro si presentarono quelli del TDP quella mattina.  L’arrivo era posto al passo Ballino, bellissimo lo scenario col primo raggio di sole, ma quanto freddo !  Qualcuno pensò che il patròn del tour stesse uscendo di senno, ma il buffo era che il patròn pensava lo stesso di loro, quando si presentavano regolarmente al via..mah..  Ricky vinse la sua seconda tappa davanti a Mago G e poi Cannibal, ma la storia che tutti ricordano fu quella di Claudio Enel, che ancora in pigiama, soccorse una coppia di anziani turisti in panne con la loro macchina sulla strada, un immagine che finì sui giornali, forse anche quelli tedeschi…

Prima volta del monte Velo, la cima Coppi di quella edizione si spostò sulle pemdici dell’Altissimo, una frazione dura e lunga, ma non raggiungeva comunque la cattiveria di s.Giovanni.  Questa volta Cannibal fece un po’ più fatica del solito a scrollarsi di dosso la compagnia di Mago G e del nuovo personaggio dal naso come una salita : Ciccio Graziani, un altra futura icona del TDP.  Anche in questo caso si registrarono crisi, c’era gente che partendo a tutta, alla fine ha pagato dazio, un esempio su tutti : Attila, che stoicamente arrivò in cima ondeggiando paurosamente, gli ricordammo come si chiamava più tardi.  Ormai per il re Cannibal sembrava cosa fatta, ma nessuno avrebbe mai immaginato che all’ultima tappa…

Fu inserita proprio per lui, Malox, che rimessosi dal brutto incidente si presentò al via della tappa alla quale teneva di più, il lago di Tenno, la bis.  Ma aimè la condizione non era di quella prima dell’incidente, dove avrebbe anche potuto vincere, si accontentò di esserci, in mezzo a quel gruppo che lo aveva confortato nei momenti più bui, tra un brodino e l’altro.  Fu la prima volta del Mago G, che si prese il lusso di scendere sotto i 30 minuti e di battere nello sprint finale uno straordinario Cannibal e Sautè.  La tappa di Tenno grazie a quell’anno fu la prova più percorsa del TDP e ormai tanti la conoscevano a memoria.

Il patròn del TDP quando stilò il programma dell’anno, sperava che l’ultima invenzione per la tappa finale fosse rilevante, ovvero che la fortuna potesse entrare in gioco per definire chi fosse il vincitore finale.  Quella volta funzionò alla perfezione, indovinare il tempo di percorrenza per pedalare sino al lago di Tenno senza l’ausilio dell’orologio non era impresa facile, chi ci andò più vicino fu Giampa che oltre alla vittoria di tappa si prese anche il Tour del 2006.  La cosa più folle, fu quella di vedere tutti i personaggi del Tour travestiti a tema per il proprio personaggio, se guardate le foto di allora capirete perchè da lì in poi la scenografia rimase un ingrediente fondamentale per la teatralità di una fiction sulle corse a tappe.  Cannibal, più radioso che mai si presentò con un enorme osso di bue, un vero cannibale, purtroppo per lui però fu mangiato dalla dea sfiga, e perse per soli quattro punti un tour che aveva dominato dall’inizio alla fine.  Nonostante i vari sforzi negli anni a venire, nessun’altra formula riuscì a far vincere il TDP un altro dannato delle retrovie, la fortuna aiutò quasi sempre i più bravi.  La cena finale che ne seguì fu bellissima, in montagna, con musica dal vivo dove Ciccio Ullrich, bluesman infaticabile, ricevette il premio per il personaggio dell’anno, e Cannibal deglutì a fatica la polenta…

 

2007  ” Perdona loro..”

Dopo l’enorme seguito avuto nell’edizione precedente non poteva essere che così, un inizio col ” rischiatutto “, proprio come era finito il Tour dell’anno prima, un sacco di gente al via, quasi sessanta picchiatelli travestiti nei modi più folli, pedalando con allegria.  E per tutto il proseguo della manifestazione, l’entusiasmo, la goliardia regnarono sovrani, in più ci fu spazio per una piccola rappresentazione teatrale in piazza contro il fenomeno del doping,il problema fu trattato naturalmente con la satira che contraddistingue il gruppo.  Poi fu inserita una nuova versione della cronometro ad Oltra, al termine della prova si abbinarono i tempi del primo classificato con l’ultimo, il secondo col penultimo e così via.., fu lì che si conobbe il vincitore del 2007, che fu Ciaramdanak, molto bravo a controllare i suoi avversari, ma Mago G stava facendo solo le prove per l’anno dopo..  Nel corso dell’estate, il Tour de pance suscitò l’interesse anche di qualche televisione, ci furono interviste anche sulle radio nazionali, ciònonostante si è sempre cercato di non farsi influenzare da sponsor o altre idee che avrebbero potuto far perdere l’identità al nostro giocattolino.

La dea bendata questa volta tirò un brutto scherzo a Giampa,e  proprio il ” rischiatutto ” che l’aveva visto trionfare l’anno prima, questa volta lo tradì e arrivò ultimo.  Finalmente una donna vinse la prima tappa del TDP, Annaslisa, indovinò il tempo, pensate che sui 72 minuti impiegati da lei per arrivare al traguardo del lago di Tenno, sbagliò di solo un secondo !! ( meglio di lei fece solo Ciccio Graziani spaccando il secondo l’anno dopo, ma furono sollevati molti dubbi sulla rilevazione dei tempi ). La maglia gialla finalmente andò sulle spalle di una donzella e tutto il gruppo ne fu contento.  Ma a parte questo, la tappa fu semplicemente fantastica, un carnevale viaggiante sui tornanti che andavano al laghetto, la demenza senile aveva toccato forse i massimi livelli.

In pigiama questa volta per la tappa all’alba si trovarono al porto, per dirigersi a Malcesine dove era posta la partenza, 15 chilometri di pura follia.  Fu infatti la prima e ultima volta che si corse quella prova, per un miracolo non ci furono incidenti, era impensabile infatti che in così pochi chilometri pianeggianti si potesse arrivare sgranati, ci furono sì dei tentativi di allunghi, ma quasi sempre finivano nel giro di poche decine di metri.  Solo un ristretto gruppetto rimase attardato, il plotone arrivò compatto a giocarsi la folle volata regolata da quel furbacchione del Ciucciarode, ma quanta paura nell’ultima galleria prima di Torbole.  Un alba da cardiopalma, seguita da una colazione in compagnia delle forze dell’ordine..  Annaslisa conservò il primato ma in conproprietà di Ciaramdanak.

L’immancabile classica di tenno questa volta fece registrare tempi ragguardevoli, sempre più pancioni si erano tenuti durante l’inverno e Mago G fece anche il record con 28 minuti e qualche secondo, ma in generale il livello si era alzato, e quindi la favoletta di Annaslisa finì, la maglia gialla restò sulle spalle solo di Ciaramdanak, la chance del rischiatutto per i dannati era già bruciata.

Ecco che allora si pensò di rimediare, al termine della tappa classica delle marocche ci sarebbe stata un oppurtunità per i meno dotati sui pedali, si poteva pescare una pallina nella lotteria finale, v’erano palline con più 50 punti e altre con meno 50, fu un disastro.  Il paradosso fu che i migliori in classifica generale, quasi tutti pescarono la pallina buona, incrementando ancor di più il bottino, invece chi ne avrebbe avuto più bisogno per tamponare il divario si ritrovò con meno 50 punti in classifica, pioveva sul bagnato.  La tappa fu come sempre combattutissima, scatti, allunghi e fuorisoglia imbarazzanti per tenere o raggiungere un gruppetto o l’altro, ma non c’era storia tra i più veloci e quelli che arrancavano dietro.  Mago G concedette il bis arrivando primo a braccetto con Sautè, poi tra le pietre e i massi infuocati nel far west delle marocche arrivarono gli altri, tra di loro anche il primo concorrente indiano, alla fine rivelò di non essersi mai divertito tanto, gli crediamo.  Ciaramdanak era ancora in maglia gialla, ma Mago G ora faceva davvero paura.

Per non finire arrosto come l’anno passato, malga Grassi si affrontò la sera, ottima scelta, sopratutto per la splendida festa che ne seguì al campo sportivo di Campi con lo spiedo bresciano !  E fu la tappa con la quale Ciaramdanak, il vincitore ,legittimò poi il titolo finale.  Risultò decisamente più abbordabile l’ascesa, la temperatura permetteva anche qualche sforzo in più confronto ai 41 gradi dell’anno scorso, ma ad ogni modo si videro crampi da urlo sul prato poco dopo il traguardo,e anche le mucche al pascolo si spaventarono.  Come detto la cena e festa al campo fu memorabile, ottimo cibo, musica e sfottò fino a notte inoltrata, il TDP entusiasmava.

Ma le ” Lucciole della Ponale ” si consacrò definitivamente come tappa regina del TDP , si contarono al via nella prima galleria quasi settanta personaggi, scalpitanti e illumimati nei modi più sfarzosi ( nulla però ancora al confronto delle edizioni che ne seguirono ).  La piazza Catena a Riva era gremita tra turisti e locali, e vedere quei personaggi così conciati in bicicletta non era cosa usuale, ci fu un breve sketch satirico contro il fenomeno doping, sacche finte di sangue, siringoni ed altro.   Grottescamente ma allo stesso tempo incisivamente, colpimmo l’attenzione della gente, fu il nostro modo di tener viva l’attenzione sul problema e sulla ipocrisia.  Si unirono all’allegra carovana anche dei turisti, allo sparo per il via si alzò un polverone in galleria, la festa della Ponale impazzò !  Torce nelle gallerie, luna piena, ed addirittura il juke box umano di un Ciccio Ullrich sempre più pigro sui pedali, ma esplosivo con la sua chitarra elettrica.  Il comitato con la straordinaria gente del paese di Pregasina ci regalò un accoglienza commovente ( tenete presente che si arrivava quasi a mezzanotte ), e quindi la pastasciutta e il beveraggio che ci venne offerto furono apprezzati da tutti.  In più il comitato premiò  la miglior scenografia luminosa tra gli applausi e le risate.  Ma quasi ci dimenticavamo della cronaca sportiva, ebbene fu la prima volta di Papillon, vinse davanti al solito Mago G, e la maglia gialla Ciaramdanak sentiva il fiato sul collo.

Tornava l’incubo : ” Gli avvoltoi sopra Padaro ” !  Non si poteva stare tanto senza ignorare il calvario del Tour de pance, e visto che quello era l’anno dello scalatore, ecco finalmente la vittoria dell’avvoltoio Pantuna, dopo innumerevoli piazzamenti, il meritato successo.  Va detto però che fu molto apprezzato da tutto il gruppo, l’idea di correre in tandem da parte del Mago G e Ciaramdanak, firmando così un armistizio onorevole in termini di agonismo, e rimandando così all’ultima prova l’ardua sentenza per il verdetto finale.  Si corse a pomeriggio inoltrato, e quando l’ultimo, Ciccio Ullrich arrivò tra le tenebre, qualcuno era già a valle, Ciccio fu rianimato come il solito, ma crediamo che dentro di lui qualcosa sia cambiato, in futuro l’avremmo forse visto a bordo di un ammiraglia, o al massimo ad accoglierci con Jimmi Hendrix a tutto volume all’arrivo.  Dopo una lunga assenza in Indonesia, ritornò anche lo Squalo, visibilmente appesantito, ritornò nelle spoglie di quello dell’ anno 2000,  era più umano, non si incazzava più.

Era arrivato il momento della verità, la cronometro a coppie di Oltra avrebbe sancito il vincitore del Tour de pance 2007.  Fu preceduta però con successo da una breve prova dedicata ai bambini, era così buffo vedere quei marmocchi con la maglia da carcerati, avevano una gran voglia di emularci, poverini…  Naturalmente facemmo loro un tifo infernale, poi ricevettero più coppe e medaglie loro che noi in tutta la storia del Tour, era giusto così.  Quando i big partirono, qualcuno faceva già i conti, non si capiva bene cosa si sarebbe dovuto fare per vincere, nel senso che i medi e i meno veloci sarebbero dovuti andare comunque a tutta per avere un risultato, ma quelli bravi a seconda del tempo che avrebbero fatto, si sarebbero poi visti abbinati ai peggiori tempi rilevati, insomma un rebus.  E forse il segreto stava nel vedere i tempi migliori di quelli che precedevano per poi regolarsi come arrivare, ma non era così semplice, si poteva rischiare la debacle, quindi si corse al massacro.  Mago G non guardò in faccia nessuno e fece davvero un numero, diede distacchi notevoli a tutti, il più forte senza dubbio ( fu riconosciuto sportivamente anche da Ciaramdanak ), ma perse il tour perchè si vide abinato all’ultimo tempo, quello del mitico Ciccio Ullrich, testa coda…  Per la cronaca la tappa fu vinta dall’accoppiamento : Bedu-Diesel, due dignitosi tempi di metà classifica.  E così nella simpatica cornice di Oltra si chiuse il sipario sul Tour de pance 2007,  ne seguì una cena finale col botto, e il primo film. 

 

2008  ” L’ultima spiaggia “

Altra grande rivoluzione al Tour de pance, questa edizione metterà in tavola tutta la goliardia possibile per contrastare un pochettino lo strapotere dei duri del pedale, sarà un divertimento che farà tornare bambini tutti i picchiatelli della carovana, ma alla fine nessuno riuscì a fermare la potenza di Mago G.  Sarà la prima volta della ” caccia al tesoro “, una prova esilarante,  però allo stesso tempo anche dura, un gioco di squadra che ha incantato il TDP.  Poi un altra diavoleria escogitata dal patròn per rendere ancora più incerta la competizione fu l’avvento della lotteria a fine gara, ovvero tramite pesca delle palline, una sola colorita di nero avrebbe regalato in più 50 punti in classifica senza sudare.  Inoltre la formula ” rischiatutto ” fu applicata alla già splendida tappa della notturna sulla Ponale, con l’intento di goderne più a lungo dell’ascesa in compagnia, idea azzeccata, ma poi rivista nell’anno successivo. Ma la vera novità fu la tappa virtuale, ovvero un enorme gioco dell’oca umano, senza bicilette e pochi vestiti, una festa in piena regola innaffiata da ettolitri di birra e gavettoni. Ci fu anche una sfilata decisamente più incisiva e corposa per rendere omaggio alla lotta contro il fenomeno del doping, e qui la satira del Tour de pance ha reso davvero l’idea di come l’ironia possa colpire di più delle false promessedi quelli che dovrebbero tutelare lo sport.  Ciliegina sulla torta, la componente avventura entrò in gioco per il gran finale: ” Quella sporca ultima corsa ” ( titolo anche del libro sul TDP, finito di scrivere nel 2007 ), una prova non di forza ma di resistenza, ha regalato altri momenti di sana follia alla manifestazione, e nell’anno dopo esplose definitivamente.  Tanti, sempre di più i partecipanti, e sopratutto i nuovi arrivi sono diventati subito colonne del tour, e la continuavano a chiamare terapia .

Tutti in fila come i bambini per formare le squadre, l’aria era elettrica, l’inedita prova della caccia al tesoro radunò di nuovo i pancioni del tour de pance in piazza Cavour a Riva, e i passanti di nuovo cercavano di capire cosa diavolo stessero facendo quei fanfaroni in bicicletta.  Pochi minuti per formare le squadre, assegnare il primo dei cinque indizi da risolvere e partire per…chissà dove.  Bisogna dire che fu davvero una bella ventata d’aria fresca per il TDP, sì , era bello vedere scorazzare di quà e di là per la busa i vari gruppetti di carcerati in sella alle loro bici, a volte s’incrociavano, chi saliva sul bastione, chi andava alle busatte.  C’erano anche dei veri cruciverba da risolvere, e spesso chi non era dotato sui pedali, tornava utilissimo col cervelletto fine , quindi tutti erano potenzialmente in gioco fino alla fine senza sapere in che posizione fossero gli altri pretendenti.  L’ultimo indizio voleva che tutti i componenti delle squadre arrivassero vestiti da sci o da spiaggia all’arrivo, e la piazza si colorò di nuovo.  La prima squadra ad arrivare, e a vincere la tappa, nonchè a calzare la maglia gialla, fu  quella composta da : Tarci, Ruvido, Jò Tavernini e il sornione Mago G.   Purtroppo invece, Ciaramdanak, il detentore dell’ultimo TDP insieme alla sua squadra si perse in un centro commerciale cercando invano un indizio, arrivarono a fine festa.

La cronometro di Fies, già corsa nel 2001, era abbastanza impegnativa anche perchè la pioggia non diede tregua.  Fu caratterizzata principalmente dal duello Mago G e Verdurer, quest’ultimo deciso a riprendersi lo scettro sulla specialità della cronometro.  Eloquente fu la foto di gruppo prima del via, 30 pazzi sotto il macchinario dell’autolavaggio e una pioggia battente. Thelma e Luise, le mine vaganti del 2008, colorarono anche quella tappa grigia, correndo con mute da 5 mm.  La tappa vide tra le fila della carovana anche il primo concorrente cinese, il quale, un po’ maldestro, al momento del suo doppiaggio, quasi non fece ruzzolare un Verdurer concentratissimo, lui probabilmente voleva salutarlo e non si rese conto della bagarre…  Morale : Mago G vinse di potenza e si prese la maglia gialla, il povero Verdurer pur piazzandosi onorevolmente alle sue spalle, subì  per settimane il cosidetto ” periodo cinese “.  A fine tappa la prima pallina fortunata del tour la pescò un certo Tiziano ( poi soprannominato Taeng mo ), un segno premunitore..

L’alba dei pancioni si spostò alla classica delle marocche, pigiami e vestalie invasero il centro di Arco prima di immolarsi nel far west al primo mattino.  Altra pensata per mettere i bastoni nelle ruote dei big fu quella di far partire la carovana in tre fasce, la prima a partire fu quella dei meno veloci, dopo alcuni minuti fu la volta della fascia media, la più numerosa, ed infine i big.  Funzionò perchè tra i migliori non ci fu un accordo, e l’inseguimento non portò i suoi frutti, infatti Jò Tavernini vinse regolando sulla salita finale gli arcigni fratelli Galas, Panzstrong e Tribula.  Jò Tavernini strappò di dosso la maglia di leader proprio a Mago G, poi El verdurer pescò la pallina dei cinquanta punti e i suoi occhi ritornarono  ” rotondi “.   La classifica generale si fece interessante, e come al solito, zitto zitto Cannibal risaliva posizioni, ma c’erano anche personaggi insospettabili pronti a scalare posizioni se la dea bendata li avesse aiutati.  Al termine della frazione, una pantagruelica colazione degna del TDP in piazza ad Arco, poi a lavorare…

Cornice perfetta, clima estivo, e organizzazione degna di una festa paesana, ecco come si presentò la novità del 2008, consacrò definitivamente il Tour de pance come la corsa a tappe più pazza del panorama ciclistico, e non…  Non sappiamo qunti altri ciclo amatori, atleti o non, sìano disposti a giocarsi la competizione di una corsa ciclistica giù dalla sella della loro bicicletta, qui il carattere salta fuori, infatti la condizione principale per affrontare questo tipo di ” gara ” è: stare al gioco !  Ora immaginate un gruppo eteregeneo di persone più o meno mature, con incarichi magari seriosi, insospettabili ingenieri o dottori, che tirano enormi dadi e si siedono su caselle giganti con i loro calzoncini ascellari, uno spasso !  L’unica pecca di questa esilarante prova fu la durata, sapete tutti com’è il gioco dell’oca, se poi ci mettete le penalità inferte dagli organizzatori, beh..   In ogni caso dopo pochi attimi di tensione, verso la mezzanotte, quando alcuni dei personaggi insorsero, prigionieri dentro le loro caselle, si arrivò ad un accordo, non si poteva arrivare all’alba.   La tappa la vinse una donna : Moserotta, ricevette tanti gavettoni di acqua però alla fine ne valse la pena.  Ma furono le varie somme dei punti di penalità raccolte dai personaggi sul percorso a sconvolgere la classifica, ed allora spuntò un nuovo leader, un certo Tarci, che in brevissimo tempo fece letteralmente impazzire il sito del TDP, le sue fans resero di lui l’immagine sexy del Tour, un delirio.  Dopo qualche anno di assenza fece anche la sua apparizione Lady in speck, diventata mamma, mentre Ciccio Graziani diventò nonno.

Curva di partenza per la tappa di malga grassi, la prima scritta : ” Tarci je t’aime ! “, non era che l’antipasto, mai al tour si contarono così tanti incitamenti sull’asfalto, potenza del Tarci.  La maglia gialla sulle spalle del Tarci andava bene a tutto il gruppo, e forse molti di loro avrebbro anche condiviso alcune delle sue fan, però lui sapeva che sarebbe stato quasi impossibile difendere il primato su quelle rampe.  Lotta dura sino all’ultimo fuori soglia, ma Mago G quell’anno non concedeva spazio, era in forma e si vedeva, arrivò primo, ma quel Taeng mo appena arrivato sembrava avere ancora qualcosina da spendere.  Taeng mo scalzò il Tarci dal primo posto della generale, da notare che un gruppetto sostenne il povero Tarci negli ultimi chilometri, lo spronò come si sprona un capitano, ma di più non poteva dare, perse sì la maglia ma la sua popolarità cresceva, ed era imbarazzante assistere impotenti agli sproloqui delle sue fan sul sito .  Ottima cena assieme al rifugio con canti e cori, più da stadio che di montagna..

Il momento più bello dell’estate dei pancioni era arrivato.  Piazza Catena ore 21 e 30, delirio totale, una scenografia di lucciole in bicicletta, soltanto superata nell’anno seguente, ha visto attirare tutta la gente della piazza, una curiosità giustificata.  Però che fatica tenere a bada tutti quei picchiatelli, per fortuna che molti hanno aiutato come sempre a far sì che si svolgesse in piena allegria una delle manifestazioni più belle, permetteteci di dirlo, di tutta l’estate.  La magia della Ponale, illuminata dalla luna piena, noi illuminati all’inverosimile, l’arrivo a Pregasina, dove sui tornanti la gente ti aspettava festosa come ogni anno, cosa si poteva volere di più da una gita in bicicletta ?  E allora via, questa volta senza affanno, perchè con la formula del rischiatutto non serviva arivare primi, quindi il lungo fiume luminoso si snodò pigramente sulle pendici della Rocchetta.  A volte si perdeva completamente la cognizione del tempo, e allora qualcuno pensando di essere fuori tempo cominciava a pedalare, non fu il caso di Taeng mo che in compagnia di Enriquez si attardò più del previsto ( trasportava una damigina di vino e sparava mortaretti ) , fu così che si giocò il tour.  Ma in fondo quella sera non importava a nessuno del risultato, e anche se troppi personaggi sentendo il tempo di arrivo temporeggiavano a tagliare il traguardo, si ricorderà invece una tappa magnifica.  Vinse Ciccio Graziani con zero secondi di sbaglio, il suo naso lo aveva guidato.  Subito dopo ci fu la premiazione per la miglior scenografia, il comitato di Pregasina aveva il suo da fare.  Mago G tornava in maglia gialla, ma la volpe Cannibal lo tallonava da vicino, mentre Taeng Mo al tour ci avrebbe pensato l’anno dopo.  Ci fu un fuori programma nel dopo tappa, Enriquez perse le hiavi di casa, e vestito  ancora da Zorro tentò quindi di forzare la sua finestra di casa  in piena notte, rischiò molto…

Un pomeriggio afoso, fastidioso, vide radunarsi in piazza cavour un nutrito gruppo di personaggi strani, alcuni vestiti da fantomatici dottori, coaudiovati da relative infermiere, siringhe giganti, sacche di sangue ed altri pseudo medicinali contraddisti con la scritta doping.  Era alquanto grottesco, ma fece un sicuro effetto sui passanti, un po’ sbalorditi, la satira messa in scena dal TDP  colpì nel segno, ne seguì una passerella sino a Torbole, con irruzione peraltro pacifica in una farmacia.  Una piccola presa di posizione, naturalmente a modo nostro, per tenere viva l’attenzione verso questo increscioso fenomeno, la cultura del risultato ad ogni costo con l’aiuto del doping.  Ecco il bello del Tour de pance, nel giro di pochi minuti, levati i costumi della rappresentazione, riecco apparire l’altra faccia, quella sportiva, e allora via testa bassa e pedalare !  La tappa in questione era la cima ” Coppi ” inedita : Doss casina, con partenza dal capitello di Nago e arrivo alla capanna degli alpini, una prova breve ma con pendenze decise.  Il caldo umido si fece sentire nonostante si sia corso di sera, la sudorazione fu abbondante, ma lo scenario era davvero molto bello.  Vinse Taeng mo a dimostrazione che in salita fosse davvero il più forte, bisogna dire che El verdurer gli andò davvero vicino, ma alla fine dovette accontentarsi dell’ennesimo secondo posto.  Mago G consolidò ancor di più il primato in classifica, ora salvo qualche strana sorpresa nella tappa finale, che si preannunciava insolita quanto insidiosa, lui sarebbe stato il nuovo re del TDP .  A fine tappa una degna cena preparata da volontari alpini a base di polenta, coniglio ecc.. seguita dai soliti canti più o meno stonati ma festosi, poi il diluvio per scendere a valle.

Quel giorno era in programma anche la corsa matta ma fu annullata per il maltempo, a questo punto gli unici matti fummo noi, otto dementi che con le loro biciclette si giocarono il tour de pance 2008 sotto catini di acqua.  E mai nome fu così azzeccato, ” Quella sporca ultima corsa ” prevedeva infatti una prova senza limite di tempo, chi si ritirava per ultimo aveva vinto, non serviva la velocità o la forza, ma un certo spirito senso di sopportazione ed umorismo sì.  Ci trovammo così ricoperti con vari stratagemmi per fronteggiare una probabile lunga notte sotto uno dei peggiori meteo degli ultimi anni, nelle borracce mettemmo anche rhum e coca cola per scaldarci.  Il tragitto iniziale prevedeva un circuito sulla ciclabile che va dal ponte di Arco con ritorno da Prabi, lo seguimmo per un po’ dopo rompemmo gli schemi per finire verso Fies e stradelle varie.  Il regolamento prevedeva che ad ogni ora ci fosse una sorte di contrappello dove chi voleva ritirarsi doveva dirlo, fino a che l’ ultimo restava in pista.  Ad un certo punto eravamo inzuppati come savoiardi in un tiramisù,  ma lo spirito folle di avventura prevaleva ancora sul disagio, convenemmo per una sosta ristoratrice al bar della discoteca Spleen, ci guardarono come fossimo arrivati dallo spazio..  Dopo le due di notte prima il Ciclone, poi Tarci e Pantuna tornarono nei loro lettini asciutti, visti i punti in palio solo Ciaramdanak poteva ancora giocarsi la vittoria con Mago G, ma come era giusto che fosse, Ciaramdak non avrebbe mai tentato di soffiare il primato più che mai meritato da Mago G, e quindi si giocò solo la vittoria di tappa.  Ad un certo punto nelle tenebre in prossimità di Fies, un capriolo piombò sulla stradina davanti a Mago G, si spaventarono entrambi,a tal punto che Mago G, lasciò la compagnia, appagato,  lasciò che Enriquez e Ciaramdanak vagassero senza meta nell’acquario della busa.  Anche l’arcigno Tribula si diresse a casa, e così alle 4 e 47 del mattino Ciaramdanak ed Enriquez si diedero la mano e si fermarono con quasi 90 km percorsi tra fango e acqua, poi il rhum era finito..  La cena finale là dove era iniziato il TDP 2008, alla speck stube, fu davvero una kermesse da sogno, musica, film in anteprima, elezioni del personaggio dell’anno : El milanes, poi premiazioni di ogni tipo e sfottò a non finire, un gruppo da urlo, ed altri ne sarebbero arrivati.

 

2009  ” Yes i can ! “

Mentre in tutto il mondo infuria una delle crisi economiche più pesanti del secolo, la speranza risulterà essere la medicina comune per combattere il pessimismo sul futuro, e anche il Tour de pance cercherà di proteggere le fasce più deboli : ecco allora la ” Soccià’l card “.   Il TDP 2009, storia dei giorni nostri, continuerà sulla falsa riga dell’edizione precedente, tappe dure alternate con altre di puro divertimento, avventurose ma condite dalla solita allegria.  Sarà l’anno di Taeng mo, indiscusso leader sui pedali, ma sempre pronto a mettere da parte l’agonismo pur di divertirsi.  Ormai del vecchio nucleo storico del TDP rimangono solo pochissimi elementi, ma lo spirito tramandato rimane sempre lo stesso, e così i nuovi personaggi che si sono inseriti nel gruppo hanno ridato nuova linfa alla manifestazione con entusiasmo e nuove idee.  Le novità di quest’anno sono state : la tappa virtuale giocata sulla sabbia col mitico gioco delle biglie, un successo in tutti i sensi, rilanciando così una splendida tradizione da spiaggia che tanto divertì le generazioni passate.  Inoltre la prima prova disputata in mountain bike su un circuito bellissimo tra i boschi della val Concei.

E come è cominciato l’anno prima, così inizia il 2009, la caccia al tesoro a squadre radunerà a rapporto i pancioni del tour dopo il lungo letargo invernale, e già le prime facce nuove si conteranno in gruppo.  Molto avvincente, la frazione metterà a dura prova tutte le squadre, un po’ per la lunghezza, un po’ per l’allenamento approssimativo col quale quasi tutti i personaggi si sono presentati al via, alla fine si è visto più di una persona boccheggiare.  Tutta la busa è stata scandagliata per trovare i vari biglietti con gli indizi successivi disseminati qua e là, qualcuno si è sbagliato e magari ha aggiunto qualche salita imprevista al già impegnativo percorso per concludere la prova.  Quest’anno come ultimo dei cinque indizi era quello di arrivare con tutta la propria squadra in cravatta e ciabatte, e in piazza Cavour si ammirò un altro spettacolo trash.  I quattro che arrivarono per primi, che vestirono anche la prima maglia gialla del 2009  furono : Sambuc, Pantuna, Levera, e l’inossidabile Cannibal.

La classica del lago di Tenno questa volta aveva l’onere di assegnare al termine della prova, la famigerata ” Soccià’l card “, la nuova diavoleria voluta fortemente per dare ancora di più una chanche ai meno dotati sui pedali, una sorta di Jolly da giocarsi d’ora in poi, raddoppiando il punteggio della tappa scelta.  Ma la paura era quella che qualche furbone tra i big pedalasse col freno a mano tirato pur di vedersi assegnare il cartellino, per fortuna non fu così, e tutti come sempre non si risparmiarono.  I primi dieci a tagliare il traguardo di Tenno, come da copione non ricevettero la ” pensione ” per il proseguo del tour,  Taeng mo trionfò, facendo già vedere le sue intenzioni, poi un ottimo Tribula che vestì la maglia gialla per un po’ di tempo, subito dopo si piazzarono due altri brutti clienti, come El verdurer e Mago G.  Si contarono al via poi, molte più femminucce del solito, tra di loro nacque un importante alleanza, e mai come prima il Tour de pance si colorò di rosa.

Una cronometro di solo un chilometro non avrebbe fatto male a nessuno, ma come voleva il titolo : ” pancia a terra ” , invece fu una bella prova in apnea,  i muscoli delle gambe induriti a fine prova hanno fatto il resto.  Il grande rettilineo che andava il leggera discesa era sferzato infatti dal vento contrario che soffiava con veemenza, solo quelli che disponevano di gran forza nelle gambe sono riusciti a prevalere.  Il ritorno alla vittoria dopo una lunga assenza del Verdurer ha caratterizzato la prova, ma tutti hanno fatto del loro meglio a testa bassa.  Maglia gialla in conproprietà tra Taeng mo e Mago G.

Divisi in tre fasce di partenza, i carcerati del TDP si apprestano ad affrontare la consueta tappa all’alba, durissima levataccia che però premia sempre chi ne partecipa.  Il tempo quella mattina era pessimo, e così quando ci trovammo alle prime luci del giorno. sembrammo astronauti che hanno finito l’ossigeno.  La classica delle marocche fu combattutissima sotto pioggia e grandinata compresa, la fascia “pro-tetta” fu raggiunta ma quella dei ” ne carne ne pesce ” ancora una volta la spuntò tra i big più o meno sgranati tra di loro, e così Sacks si aggiudicò la sua prima tappa.  Faceva freddo all’arrivo, e appena che anche lo sfigatissimo Coci che aveva bucato arrivò, ci dirigemmo subito infreddoliti ad Arco per fare la colazione assieme, ci scaldammo le mani intirizzite sulle tazze di cappuccino, il Ciucciarodelle tremava come una foglia al vento.  El tribula rimase solo in maglia gialla per una manciata di punti e si gongolava come un bambino che aveva ritrovato il cagnolino, mentre Mago G meditava già qualcosa.

E arrivò il grande gioco delle biglie, un sogno che il patròn voleva realizzare : tornare bambini, con i loro beniamini dentro le biglie, in ginocchio ( artrosi permettendo ) sulla sabbia, sino a che fosse scoccata l’ora della merenda.  Ma la merenda noi la consumammo prima, con svariate leccornie preparate dai parenti o anche da noi stessi, innaffiate bene dalla birra, per lanciarci poi nell’arena, con un sacco di gente che assisteva incuriosita.  Musica e tifo infernale quando un concorrente tirava la propria biglia, addirittura il fumo artificiale faceva sì che sembrasse di essere nello stadio.  Dopo le varie eliminatorie, i migliori si disputarono le finali.  Il tifo maggiore era quella sera per la Levera, che si trovava in classifica generale ad un tiro di schioppo dal Tribula.  Però purtroppo gli fece difetto la mira, e non gli riuscì l’ambito sorpasso, al contrario si capì che più di uno si era allenato.  Infatti nella sorpresa generale, Otto fece strike, vinse la prima ” gara rotolata ” per ciclisti sempre più pigri.  Poi a sconvolgere la classifica ci furono colpi di apprezzabili fondoschiena con le varie penalità disseminate sul tracciato, Cecido stabili il nuovo record di punti vinti in una sola tappa ( ma che fu frantumato dopo da Ciaramdanak ed Enriquez ), giocandosi la” soccia’l card ” e raddoppiando un bottino già cospicuo.  Mago G, calcolando molto bene la gara, si piazzò bene e fece diversi punti di strike, tornò padrone del TDP, sempre a tiro però, sopratutto del segugio Cannibal, pronto a sferrare un attacco.  Tappa memorabile, ma dietro a tutto quello, ci fu davvero un gran lavoro , per realizzare la pista e per la festa, da farci i complimenti da soli..

Le lucciole della Ponale, una garanzia di follia a cavallo di una bicicletta, e anche la popolazione locale ha subito il fascino di tanta allegria.  Qui sarà difficile proprio superarci, perchè quei costumi che si sono visti quella sera erano frutto di un lungo lavoro.  Portare su a Pegasina quell’ambaradan di scenografia è stata cosa ostica per alcuni, che hanno esagerato con decine di chili da trainare, ma alla fine la Ponale era un teatro illuminato.  Il rischiatutto al contrario ha ridato credibilità alla fortuna, e non c’era stress di arrivare.  Pantuna con la complicità della dea bendata vinse la sua seconda tappa, e per la prima volta del tour, il vincitore doveva tenersi in casa una coppa a dir poco imbarazzante per la sua grandezza, la giusta pena per chi vinceva le tappe o il TDP.  Pantuna in maglia gialla, meritata davvero per uno storico del tour come lui che arrivava spesso secondo, ma che mai se ne preoccupava.     Il comitato di Pregasina, gemellato ormai con noi, ci ha regalato l’accoglienza con la A  maiuscola, evviva tutti !

Prima volta anche per la mountain bike nel tracciato cross nella valle di Concei, indovinata, non troppo impegnativa, la prova si snodava in un ambiente straordinario, su e giù in boschi, guadi nei torrenti.  Un gruppo di carcerati ha colorito di bianco e nero la valle di Ledro, era la prima volta.  Vinse Taeng mo sul Verdurer e Mago G, se ne tornò in maglia gialla, con l’intenzione di restarci.

Tra chi pensava come giocarsi la soccià’l e chi come pensava d svignarsela in vacanze, ecco che incombeva la cima Coppi, l’incubo di Padaro, la gioia degli scalatori, era tempo di stringere i denti.  E’ stato il momento più toccante nel film TDP 2009 , sì perchè all’arrivo sembrava ad un certo punto di essere in Viet nam, gente che si contorceva da crampi e iperventilazioni imbarazzanti.  Tutti si sono meritati il lauto pasto al rifugio, sia i primi che gli ultimi hanno onorato al meglio una tappa che ha fatto la storia del Tour de pance.  Quel vecchio esperto del Capitan Nemo ha vinto la tappa gongolante, segno che la bici non lo ha ancora stufato, bravo !  Ma Taeng mo arrivando secondo vedeva già la meta ambita avvicinarsi, in giallo .

L’avventura è l’avventura ! E la follia pura del TDP si chiamava : ” Quella sporca ultima corsa “, che per chi ha letto il libro,  al quale assomigliava sempre di più, il massacro finale.  Partire alle 5 del mattino da casa, oppure alle 23 della sera ormai erano dettagli, la carovana non mollava mai.  Una tappa senza limiti di tempo, e talmente folle che non si sapeva neanche la direzione, o meglio si sapeva che la notte era lunga.  Infatti qualcuno si aspettava subito di fare sul srio, invece per buona parte si è gigioneggiati un po’ e molti hanno preferito non continuare, capibile, ma forse se ci avessero creduto avrebbero goduto di una vera avventura.  Proprio dopo le quattro del mattino, si è deciso di affrontare l’ascesa a bocca larici per vedere l’alba, e di trenta persone contate alla partenza, rimasero dodici.  Ma a Pregasina qualcuno si fermò, e glia altri arrivarono al primo chiarore su quel balcone sul lago di Garda, era fantastico !  La signora dell’albergo Panorama ci vide ridiscendere a valle verso le otto, una volta arrivati al bivio, rilanciammo la posta per il lago di Ledro.  Eravamo rimasti in otto, e Otto era al bivio del TDP, con l’ausilio della soccià’l card, se avesse vinto la tappa e Taeng mo fosse arrivato terzo, avrebbe portato a casa anche il tour, e lì i due si chiarirono senza problemi, Pantuna rilanciò per votazione di andare al rifugio Pernici, Otto lasciò serenamente il tour a Taeng mo, e salimmo solo in cinque.  Le energie erano al lumicino, e tutti andavano a passo lento, dopo tante ore senza dormire e quasi tremila chilometri di dislivello sul groppone, ci si sentiva appagati. Dopo una bella polenta a rifugio, gli occhi stavano per chiudersi, ridiscendemmo per malga Grassi, e una volta a Riva, Enriquez ritrovò nuova grinta e propose di tornare a Pregasina per un caffè triplo, gli altri sorrisero dicendogli di andare a dormire come loro.  Enriquez accettò la sfida di ritornare a Pregasina per recuperare la giacca di Panzstrong, lo vedevano barcollare, ma ci andò, tornò a Riva in piazza a Cavour diciotto ore dopo la partenza, si prese la coppa che gli smbrava pesare duecento chili e collassò su un tavolino di una osteria.  Così Taeng mo aveva vinto il tour de pance, la tappa più lunga del TDP si era consumata con l’ultimo che aveva percorso 3300 metri di dislivello in 126 chilometri di follia ciclistica.  E c’è gente che ancora ci aiuta e ci segue, non sappiamo più cosa inventare.

   

 

 

 

 

 

 

 

»  Autore: Quelli che...il ciclo..   »  Style: Ahren Ahimsa